AGOSTO 2021: IL QUI ED ORA DELLA SANITA’ ITALIANA


La pandemia che ha investito come un’implacabile tzunami il mondo nel 2020 rappresenta un evidente spartiacque, almeno in Italia, tra ciò che c’era prima dell’ondata e ciò che rimane dopo.
Inutile negare che alcune criticità some emerse con drammatica evidenza: lentezza delle procedure burocratiche di approvvigionamento, carenza di personale, territorialità del sistema andata a rotoli in molte regioni. Nonostante tutto però, il sistema ha retto e la parte più oscura della lunga notte Covid sembra ora lasciare spazio a nuove visioni e consapevolezze diffuse. Oggi, alla vigilia del secondo ferragosto con costume e mascherina, i primi 24 miliardi del PNRR sono arrivati in Italia ed è certamente sul qui ed ora che dobbiamo concentrarci.
E’ il momento per attivare idee, fare rete, efficientare, ammodernare l’unico vero settore che definisce il grado di civiltà di un Paese: il settore sanitario.
Una rimodulazione e integrazione dei servizi non è più rinviabile, i punti cardine del nuovo sistema devono basarsi su una migliore gestione delle cronicità, sull’invecchiamento attivo, sulla promozione della salute come bene comune. Investire in salute conviene, ce lo ha dimostrato con lapalissiana evidenza la pandemia Covid: quando la salute pubblica entra in emergenza, l’economia viene quasi annientata, le libertà personali limitate, i nostri affetti più cari minacciati.
Concentriamoci quindi sulla riorganizzazione del sistema, su un nuovo approccio che vada a misurare con precisione performance e dati non per generare mero profitto economico ma per generare ciò che sta alla base di un’economia florida: una società sana.
Investire in Sanità, gestire le cronicità dei pazienti fragili a cui una società che invecchia è certamente esposta, mantenere un livello di prevenzione ed assistenza efficace ed avere un sistema proattivo è il prerequisito per qualsiasi Paese che ambisca a giocare un ruolo nello scacchiere economico mondiale. Il benessere economico è una conseguenza della dello stato di salute della popolazione, non un prerequisito. Certo, senza risorse difficile garantire servizi. ma ora le risorse ci sono. Usiamole. Facciamo sì che oggi sia lo spartiacque tra un modello novecentesco di assistenza ormai superato e una visione moderna di prevenzione attiva, efficienza degli asset e gestione delle criticità. Gli strumenti ci sono: nuovi modelli di accoglienza, accessibilità, umanizzazione ed efficientamento dei blocchi operatori, sicurezza pazienti e operatori. Oggi cominciano ad arrivare anche i fondi. Il modello della nuova Sanità Italiana è qui e ora.