Big data? Con quali dati?

Interessante il dibattito sull‘intelligenza artificiale e sui big data in sanità, con strumenti che spaziano dall’ottimizzazione dei processi all’appropriatezza delle prescrizioni.

Crediamo però che vada affrontata con molta attenzione anche la questione dell’affidabilità dei dati, della loro consistenza e dell’aggiornamento nel tempo.

Nei blocchi operatori, solo per fare un esempio, sappiamo che (molto) più del 50% dei dati rilevati sono il più delle volte assolutamente incoerenti e quindi completamente inutilizzabili in ogni processo di business intelligence.

In sanità si è perso molto tempo negli scorsi anni e ora si deve recuperare quel tempo usando tutti gli strumenti a disposizione, ma partendo dalla rilevazione di dati ad elevata qualità che possano poi fornire informazioni reali che non abbiano bisogno di mediazioni soggettive.

La rilevazione delle informazioni deve essere automatizzata, oggettiva e non manipolabile; al fine di produrre un dato di qualità che possa rendere informazioni con un grande valore intrinseco da sfruttare con le tecnologie più avanzate a disposizione.

Un potente strumento di analisi dei big data può produrre valore solo ed esclusivamente se parte da dati di elevata qualità e sempre aggiornati.