TERZA DOSE, GREEN PASS, PNRR:VOGLIAMO DAVVERO TORNARE ALLA “NORMALITA”?

C’è una domanda che ricorre nelle menti di coloro che, in un modo o nell’altro, si occupano di sanità: basteranno l’introduzione del Green Pass (con le annunciate restrizione) e la campagna vaccinale (con obiettivo 80% a settembre) a far tornare i nostri ospedali e le nostre cliniche in una situazione di “normalità”?
I fondi del Pnrr saranno sufficienti per centrare l’obiettivo di uscire dall’emergenza Coronavirus? E soprattutto: come recuperare il tempo perso a causa della pandemia?
La risposta a queste domande è purtroppo lunga e articolata ma, forse, quello che dobbiamo veramente chiederci è se sia sufficiente un ritorno alla normalità per la sanità italiana.
L’occasione dei fondi europei e la ritrovata coscienza di quanto il comparto sanitario sia alla base del vivere civile deve portare la nostra attenzione sull’esigenza di modernizzazione del Sistema. Negli ultimi due anni gli screening sono crollati, le campagne di prevenzione per malattie (anche gravi) hanno subito una drastica riduzione, i blocchi operatori sono stati dedicati spesso alle sole urgenze e gli interventi rimandabili sono stati rimandati. I pazienti sono stati i primi protagonisti di questa inevitabile debacle, poiché chiunque ha cercato di stare il più lontano possibile da ospedali e pronto soccorso in un periodo in cui, anche uscire a fare la spesa sembrava esporci al rischio di contrarre il virus.
Eppure le soluzioni ci sono.
Non sappiamo ancora come andrà l’autunno ma certamente la situazione sembra vicina all’uscita dal tunnel pandemico, almeno per i paesi che hanno potuto usufruire di farmaci e vaccini.
Per una volta l’Italia è riuscita a esprimere una comunione di intenti di fronte a una minaccia gravissima e abbiamo l’occasione di fare dei concreti passi avanti.
La domanda è dunque: vogliamo tornare alla “normalità”?
Se ci accontentassimo di questo peccheremmo di ingenuità.

La sanità italiana ha dimostrato di essere resiliente e robusta (grazie anche all’eroismo e al sacrificio dei singoli) ma il sistema va innovato.
L’obiettivo deve essere quindi l’innovazione in ambito sanitario, il taglio delle liste d’attesa, la diagnosi precoce, il miglior utilizzo degli asset e il tracking dei pazienti.
Gli ospedali devono dotarsi di efficaci strumenti di data analysis e utilizzare ampiamente l‘IoT. Dobbiamo accelerare per recuperare il tempo perduto e riuscire a garantire performance eccellenti.
La “normalità” non basta. Usciamo dall’emergenza con una accelerazione tecnologica e puntiamo a risolvere anche i problemi pre-Covid.
E’ un obiettivo ambizioso per chi si accontenti di stare nelle media ma chiediamoci: quando ci rechiamo in ospedale o in clinica cosa chiediamo? Eccellenza signori, non “normalità”. La salute è il bene più prezioso e la sanità italiana non può limitarsi ad un ritorno alle performance del 2018.