Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Anna di Ferrara

Il progetto, realizzato presso il reparto di riabilitazione prezzo l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Ferrara (a Cona), vede in prima linea la soluzione per il monitoraggio dei varchi non presidiati all’uscita dal reparto e consente di garantire una vigilanza costante per i pazienti affetti da demenza e disorientamento cognitivo.

La soluzione permette di individuare uscite non consentite e di monitorare il percorso per facilitare il recupero del paziente, oltre ad offrire un supporto operativo al personale sanitario per gestire il passaggio dal reparto alle palestre.

 

Rassegna Stampa

Il San Giorgio cambia sede: “Più sicurezza e meno costi”

La Nuova Ferrara, 11/11/2017

 Otto ambulanze sul posto e un’auto medica del 118. La task force sanitaria che oggi trasporterà i pazienti del San Giorgio nella nuova sede del centro di riabilitazione, a Cona, inizierà la navetta tra via Aldo Moro e via della Fiera attorno alle 8.30 di questa mattina. Serviranno alcune ore per completare lo spostamento dei 40 pazienti rimasti in ospedale per il week end, altri 30 sono a casa per le prove di domiciliazione ma rioccuperanno domani il loro posto letto.

«Entro un paio di giorni tutti i 70 letti saranno interamente occupati (altri 10 sono riservati al day hospital) – ha annunciato il direttore, Nino Basaglia – Da lunedì 13 novembre ogni servizio del San Giorgio, dagli ambulatori alle palestre, funzionerà regolarmente». Sarà un trasloco lampo rispetto a quello di cinque anni fa, quando si spostò l’intero Sant’Anna, ma i dati confermano che il San Giorgio sarà di fatto un ospedale all’interno di un ospedale. L’allestimento della struttura (letti, arredi, macchinari) ha richiesto qualche settimana di tempo. Il centro, che occupa un quinto del polo di Cona, è riferimento regionale per la riabilitazione e per le gravi cerebrolesioni, effettua 600 ricoveri ordinari all’anno e 1000 in day hospital (ieri Basaglia ricordava che dal 1974, quando il San Giorgio ha iniziato la sua attività, la struttura ha compilato 80mila cartelle sanitarie).

Sono 140 i dipendenti che si sposteranno a Cona, un’altra quindicina andranno alla Casa della Salute di corso Giovecca, dove l’attività di primo livello entrerà verso fine anno (2 medici, 10-12 terapisti, 9 ambulatori). A Cona le degenze sono state insediate nei reparti 3B1 e 2B1 al posto di alcune Medicine e le corsie sono contrassegnate da codici colore per favorire l’orientamento. Per realizzare la nuova sede sono stati spesi 3.6 milioni di euro per i lavori eseguiti dal consorzio Prog.Este, che è anche proprietario dell’area (in quel punto dell’ospedale c’erano la foresteria, che si è trasferita, e lo spazio destinato al supermercato e all’asilo, servizi mai decollati). L’ospedale pagherà al consorzio, oltre al corrispettivo per l’intervento edilizio, un canone di 120mila euro l’anno per 30 anni (3.6 milioni più l’iva); altri 350mila euro sono stati investiti per arredi e attrezzature.

«L’arrivo a Cona del San Giorgio migliorerà la sicurezza dei pazienti che non devono più affrontare viaggi per le consulenze e agevolerà l’attività sanitaria dell’intero ospedale – ha precisato il direttore generale, Tiziano Carradori – Il trasloco consentirà di risparmiare 23 milioni in 30 anni grazie alla riduzione dei costi». Le attrezzature più delicate sono state aggiornate al modello più recente e comprendono letti ad alta tecnologia dotati di dispositivi per misurare i parametri biologici del paziente e per migliorarne la postura (una parte dell’utenza viene assistita in stato di coma), ausili per la sicurezza in ogni servizio igienico (una toilette sarà utilizzata solo a fini dimostrativi, per illustrare il funzionamento degli ausili), vasche per il bagno del paziente con sponde reclinabili, “radiosensori” che segnaleranno al personale l’eventuale allontanamento del paziente con problemi di orientamento15 palestre (11 più grandi, 4 di dimensioni più piccole), sollevatori per la fisioterapia, apparecchiature per la deambulazione guidata, telecamere a raggi infrarossi per lo studio dei movimenti, esoscheletri per agevolare il recupero funzionale degli arti (una di queste macchine costa 150mila euro). E poi ambulatori fisiatrici, per la psicologia individuale e di gruppo, per la musicoterapia, per la logopedia. In uno spazio esterno inutilizzato potrebbe essere ricavata una sala di socializzazione. Tre gli accessi: uno sul lato stazione ferroviaria, uno raggiungibile dal parcheggio 6(dipendenti) e uno dal parcheggio sotterraneo, dove sono stati ricavati 38 spazi per disabili e stalli per l’utenza a cui si accederà con permesso.