đźš‘ Dal “Time-to-…” al vero KPI: il Time-to-Caso-Chiuso
Nel percorso di emergenza-urgenza misuriamo segmenti:
- Time-to-Triage
- Time-to-Lab Result
- Time-to-CT Report
- Time-to-Consult
- Time-to-Bed
Ogni unità ottimizza il proprio indicatore, ma il paziente — e il processo — vivono un altro tempo:
- Time-to-Decision
- Time-to-Disposition
- Time-to-Caso-Chiuso
Che cosa misura davvero la performance organizzativa?
La performance organizzativa non si misura con la velocitĂ dei singoli nodi, ma attraverso tempo complessivo necessario a:
- formulare una decisione clinica
- attivare il percorso conseguente
- liberare capacitĂ operativa
In forma sintetica:
Time-to-Caso-Chiuso = ÎŁ Time-to-Evento + ÎŁ Tempi di Transizione
Ed è proprio nella seconda componente che si concentra la criticità e si accumulano tempi non presidiati da un owner chiaro:
- richiesta esame → esecuzione reale
- referto disponibile → presa visione
- decisione clinica → trasferimento effettivo
- dimissibile → uscita fisica
Non sono clinici, non sono “di laboratorio”, non sono “di radiologia”: sono tempi logistici di coordinamento.
Finché misuriamo solo i Time-to- dipartimentali,
stiamo valutando performance locali perdendo di vista il vero KPI dell’urgenza, ossia quanto velocemente il sistema arriva a una decisione e libera capacitĂ .
📚 Per approfondire:
Studi basati su process mining mostrano come la mappatura del patient journey evidenzi pattern di attesa e variabilità nei tempi di permanenza non visibili dalle dashboard tradizionali dei singoli servizi (laboratorio, radiologia, consulenze) — confermando che il length of stay complessivo è funzione di decine di micro-attese interdipartimentali.
