Ieri mi è capitato di assistere, quasi per caso, ad una call in cui si cercava una soluzione tecnologica per un problema operativo.
Dopo qualche minuto ci si è accorti che quella soluzione esisteva già. Anzi, esistevano più soluzioni, sviluppate in momenti diversi, da funzioni diverse, per scopi simili… ma nessuno lo sapeva.
È un’immagine perfetta di ciò che manca a molte organizzazioni sanitarie: non la competenza, non la tecnologia, ma l’#empatia #strutturata.
La capacità, cioè, di comprendere il punto di vista altrui e integrarlo nel proprio, in modo sistematico e non occasionale.
Non serve più comunicazione: serve traduzione, qualcuno che sappia costruire un processo di miglioramento attraverso #ponti #cognitivi tra chi guarda il #paziente (i clinici), chi guarda il #flusso (la gestione operativa) e chi guarda il #sistema (la direzione strategica).
Un ospedale empatico non è quello che ascolta tutti, ma quello che trasforma l’ascolto in #coerenza d’azione.
