🏥 La sanità ha bisogno di una nomenclatura logistica condivisa.
Parliamo spesso di integrazione tra sistemi.
Ma prima dell’integrazione serve qualcosa di più semplice: una #grammatica comune degli stati logistici.
Quando avviene esattamente:
la presa in carico di un paziente?
la fine di un intervento chirurgico?
la disponibilità reale di un posto letto?
Sono domande apparentemente banali, ma nei miei dialoghi con gli operatori, le risposte variano più spesso di quanto potreste pensare.
Presa in carico
quando il medico apre la scheda?
quando visita il paziente?
quando il paziente entra fisicamente nel box?
🔚 Fine intervento
ultima sutura?
uscita dalla sala?
consegna in recovery?
🛏 Posto letto disponibile
paziente dimesso clinicamente?
letto vuoto?
letto sanificato?
letto assegnabile?
Senza una nomenclatura univoca:
i tempi non sono confrontabili
i KPI non sono coerenti
la capacità è sovra- o sotto-stimata
l’end-to-end si frammenta
Il problema non è solo tecnologico o organizzativo, ma anche semantico-operativo.
Se non definiamo in modo condiviso:
quando inizia uno stato;
quando termina;
chi certifica la transizione;
quando la capacità cambia realmente liberando/occupando una risorsa;
non potremo mai avere una rappresentazione fedele del sistema.
La logistica sanitaria ha bisogno della stessa disciplina rigorosa della codifica clinica.
Perché per governare un processo è necessario, prima di tutto, parlare la stessa lingua.
