✈️ All’inizio della storia dell’aviazione, ovviamente si volava “a vista”. Negli anni ’20 gli aeroporti non avevano torri di controllo, al più solo bandiere e pannelli colorati, nessuna radio, nessun radar. I piloti (pochi ed eroici) decollavano sperando che il cielo fosse libero, e il coordinamento era un’idea ancora lontana.
La prima torre di controllo moderna nasce nel 1930 a Cleveland: una postazione rialzata, una radio e, soprattutto, #operatori #dedicati.
Ma il vero salto arriva dopo il tragico incidente del Grand Canyon del 1956: due aerei che si scontrano in pieno giorno, proprio perché “vediamoci e arrangiamoci” non era più accettabile.
È lì che nasce il paradigma attuale:
🩺 E in sanità stiamo vivendo lo stesso paradosso: realizziamo control room, command center, data room… spesso sono grandi sviluppi, progetti di integrazione complessi, ma restano aree non presidiate, senza #ruolo, senza #competenze strutturate, senza #responsabilità #operative.
È come costruire una torre di controllo e lasciarla vuota, sperando che gli aerei si coordinino da soli.
📌 Quali potrebbero essere i requisiti?
1. Formazione e profilo professionale dedicato per chi governa i flussi.
2. Autorità operativa, non solo capacità di osservazione.
3. Processi condivisi e riconosciuti da tutta l’organizzazione.
4. Automazioni di processo coerenti con l’oggettività dei dati.
Una control room non presidiata è un esercizio estetico, una control room presidiata è una vera torre di controllo: anticipa i problemi, riduce il rischio clinico, coordina i flussi, rende l’assistenza più sicura.
L’aviazione ha smesso di volare “a vista” quasi un secolo fa, forse (a proposito dello scorso post sul “mutuare”), è il momento che anche la sanità faccia lo stesso.
