Negli ultimi 20 anni molte iniziative sono state raccontate come rivoluzioni organizzative, ma, guardandole con occhio tecnico, la maggior parte non nasce in sanità: arriva da altri settori, spesso con anni (o decenni) di ritardo.
Esempi concreti:
#Lean #Healthcare
Presentato come nuovo paradigma, arriva dalla Toyota degli anni ’50–’80.
- Importazione dal manifatturiero.
#Patient #Flow
La gestione dei flussi è nativa della logistica e della supply chain.
- Adeguamento tardivo.
#BPMN e #workflow
Standard enterprise dal 2004.
- Formalizzazione, non rivoluzione.
La Operations Research applica questi modelli dagli anni ’70.
- Adozione funzionale.
#Command #Center
Il concetto è identico ai Mission Control aeronautici e aerospace.
- Trasferimento di disciplina.
#RTLS
Tracking e geofencing sono nati nella logistica industriale.
- Applicazione adattiva.
La vera rivoluzione non è negli strumenti, ma nel contesto: portare modelli pensati per ambienti stabili dentro un sistema clinico ad altissima variabilità, con percorsi non standardizzati, priorità che cambiano in base al rischio vitale e centinaia di micro-processi interdipendenti.
Per la prima volta la sanità può davvero creare modelli propri, non limitarsi a importare quelli degli altri settori.
Servirebbe probabilmente:
- visione sui prossimi 10/15 anni (forse la cosa più complessa nel contesto politico/organizzativo del nostro paese);
- cultura del processo e del confronto;
- capacità di integrare discipline diverse (clinica, gestione operativa, informatica, data science,…);
- persone con competenze innovative e visione sistemica;
- spazi per sperimentare, non solo implementare (questo è un altro punto interessante!).
La vera rivoluzione non è quella che abbiamo vissuto, è quella che dobbiamo ancora costruire (o, se vogliamo essere ottimisti, che stiamo costruendo).
