Il PDTA ictus è il percorso più codificato in medicina d’urgenza. E resta il caso in cui il layer logistico rimane più esposto.
Uno studio retrospettivo su 418 pazienti con ictus ischemico sottoposti a trombolisi endovenosa in una Stroke Unit italiana di primo livello condotto su un arco di dieci anni, ha documentato un miglioramento statisticamente significativo del DTN (Door-To-Needle): da 90 a 61 minuti, con oltre il 60% dei casi trattati entro la “golden hour”, mentre il DTI (Door-To-Imaging) ha mostrato una tendenza all’aumento, attribuita a variabili contestuali: fattori logistici, organizzativi e di flusso paziente nel PS.
Cosa racconta questa asimmetria?
Il DTN misura la velocità dell’atto clinico, mentre il DTI misura qualcosa di diverso: la velocità con cui il sistema logistico del PS riesce a portare il paziente giusto, nel posto giusto, nel momento giusto.
Il fatto che il DTN migliori mentre il DTI subisce pressioni crescenti non è una contraddizione. È la dimostrazione che i due livelli, clinico e logistico, si evolvono con dinamiche proprie, e che governarne uno non significa governare l’altro.
In ottica VBHC (Value-Based Healthcare), il DTI è un ottimo esempio di Outcome Proxy (vedi post di qualche giorno fa): un segnale intermedio, misurabile in tempo reale, che anticipa la qualità dell’esito prima ancora che la trombolisi inizi. Ogni minuto aggiuntivo tra l’accettazione e l’imaging è rischio clinico accumulato, non ancora visibile nell’esito neurologico a 90 giorni, ma già presente (e misurabile) nel processo.
Il ruolo dell’operational layer
Un PDTA ictus ben scritto definisce la sequenza: triage, imaging, valutazione neurologica, consenso, trombolisi, ma tra un passaggio e l’altro esistono dipendenze logistiche (es: disponibilità della TC, flusso del PS, posizione del paziente, stato delle risorse) che è necessario coordinare in tempo reale anche dal punto di vista di governance operativa e non solo clinica.
È esattamente qui che un operational layer di governance logistica del PS produce valore diretto sul percorso tempo-dipendente: non sostituendo il giudizio clinico, ma rendendo visibile e governabile ciò che accade tra una milestone e la successiva.
Nel percorso ictus, ogni minuto non governato, che si perde tra due milestones logistiche, non è un ritardo amministrativo, ma un evento clinico non ancora percepito.
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