Lo stroke si misura in minuti. Il percorso oncologico in settimane. Il meccanismo di perdita di valore è lo stesso: tempo non governato che diventa danno clinico.
Nel management sanitario si tende a separare i percorsi per scala temporale: le urgenze sembrano un problema diverso dalla presa in carico programmata e gli strumenti di governance, spesso, sono pensati di conseguenza: separati, specializzati, non comunicanti, con una prevalenza di attenzione sull’aspetto clinico.
In uno stroke, ogni minuto tra il triage e la trombolisi corrisponde ad un danno neuronale e in un percorso oncologico, ogni settimana tra la diagnosi istologica e la prima seduta terapeutica modifica la stadiazione, riduce le opzioni chirurgiche, altera la prognosi.
La scala cambia, ma la struttura della perdita no: eventi non collocati nel tempo, transizioni non osservate, attese che nessuno misura e che quindi non esistono nella governance.
Nello studio sotto citato è stato applicato il metodo Time-Driven Activity-Based Costing, a un percorso di chirurgia toracica oncologica, mappando il costo reale di ogni fase prima e dopo l’introduzione di una soluzione digitale.
I risultati mostrano che l’adozione di strumenti coerenti con i principi della VBHC ha eliminato attività prive di valore aggiunto, automatizzato compiti amministrativi ripetitivi e migliorato il coordinamento tra strutture e professionisti.
Questo è esattamente il punto: i PDTA, così come i principi della VBHC, restano dichiarazioni di intento finché non si costruisce un livello di esecuzione operativa in tempo reale.
Quello che si può definire operational layer non è uno strumento clinico: è l’infrastruttura che colloca ogni evento del percorso nel tempo, lo rende osservabile, e consente di intervenire sulla deviazione prima che produca un danno difficilmente reversibile.
Un ritardo di ventidue minuti tra la diagnostica per immagini e l’avvio della terapia non è un problema clinico, ha spesso una natura operativa, così come un intervallo di dodici giorni tra la visita oncologica e la programmazione chirurgica.
Il paradosso è che il PDTA risulta formalmente rispettato, ma il valore effettivo per il paziente, no. Su qualunque percorso, è necessaria la capacità di posizionare ogni evento nel tempo e di riconoscere dove il processo rallenta.
La differenza tra un sistema che misura e un sistema che governa è la distanza tra il report di fine mese e l’intervento nel momento in cui la deviazione si produce.
📚 Per approfondire: “Enhancing the value of the oncology thoracic surgery care pathway: a TDABC and ABC analysis.” https://lnkd.in/d27Xcbvp
