In una linea di montaggio nessuno chiede all’operaio a che punto sia arrivato il pezzo: un sensore segna il passaggio a ogni stazione e l’avanzamento diventa un dato oggettivo, non una stima. È un elemento fondamentale per la corretta pianificazione e per la gestione della variabilità.
In ospedale accade quasi sempre il contrario: l’avanzamento del percorso di cura lo dichiara una persona, a mano, spesso a fine turno e con orari ricostruiti a memoria.
Triage, prima valutazione, richiesta di diagnostica, refertazione, decisione di ricovero o di dimissione, ingresso in sala, prima incisione: esistono come timestamp solo se qualcuno trova il tempo di imputarli.
Dal dato dichiarato al dato rilevato
Qui si inserisce un sistema di governo basato sulla localizzazione in tempo reale: un insieme di sensori che identifica e segue persone e asset, raccogliendo in automatico i dati di flusso e riducendo l’inserimento manuale.
La scoping review analizzata descrive queste tecnologie come abilitanti per i digital twin e per l’Industria 4.0 applicata alla sanità.
La localizzazione è il mezzo, non il fine.
Sapere dove si trova un paziente, da solo, conta poco. Sapere che un passaggio è avvenuto, che un trasferimento è fermo da troppo tempo, che una tappa prevista non è ancora iniziata, invece, cambia il modo di governare il processo.
È la stessa lettura che il sensore di stazione garantisce da decenni nella produzione e che in corsia resta quasi sempre affidata alla buona volontà di chi compila.
Perché l’analogia con la fabbrica non basta
C’è però un punto che ribalta e rafforza l’analogia: la linea di produzione segue un tempo ciclo fisso e la deviazione è l’eccezione. Il percorso di cura è variabile per costituzione e la deviazione è la norma.
È evidente però come meno il flusso sia prevedibile, meno un report a posteriori riesca a governarlo.
Proprio per questo la capacità di rilevazione che la fabbrica possiede già da tempo serve ancora di più là dove il processo non è standardizzabile. Non per trasformare la cura in una catena, ma per rendere visibile la sua variabilità invece di subirla a valle.
Il ruolo dell’RTLS nello strato operativo
Vale la pena ricordare che lo strato operativo è più ampio della sola posizione: comprende tappe pianificate, rilevazione automatica degli scostamenti e verifiche di conformità quasi in tempo reale.
Il ruolo dell’RTLS è quello del sensore, non dell’intera infrastruttura di governance.
La posizione diventa valore quando alimenta un modello operativo capace di riconoscere stati, ritardi, avanzamenti, permanenze e deviazioni, rendendo il flusso finalmente osservabile mentre accade.
Quanto del tempo che perdiamo resta invisibile solo perché lo registriamo a mano?
E se l’avanzamento del processo di cura potesse misurarsi da sé, come avviene già su qualunque linea di produzione, che cosa cambieremmo nel modo di governarlo?
Vuoi vedere l’Operational Layer in azione?
Richiedi una demo per valutare come RTLS, sensori, digital twin operativo e control tower possano rendere visibili e governabili i tuoi processi sanitari critici.
Nei percorsi tempo-dipendenti il POCT non vale solo perché accelera un risultato. Ha valore se quel risultato accelera il processo di cura e contribuisce a migliorare l’outcome clinico.
È questo, probabilmente, il punto più interessante.
Dal Turnaround Time alla sequenza coordinata di azioni
Nei casi di sepsi, stroke, STEMI, trauma e, più in generale, nei percorsi tempo-dipendenti, il valore del POCT non sta solo nel ridurre il Turnaround Time, ma nel trasformare il risultato in una sequenza coordinata di azioni:
- attivazione del team giusto;
- priorità operativa reale;
- pre-allerta di diagnostica e specialisti;
- assegnazione immediata della prossima azione;
- escalation se il passaggio successivo si blocca;
- tracciamento di paziente, operatori e asset coinvolti.
Quando il dato arriva prima, ma il processo non cambia
Analizzando uno studio sulla sepsi in Pronto Soccorso, emerge come l’introduzione del POCT abbia ridotto il tempo al risultato da 53 a 33 minuti e aumentato le misurazioni successive dall’82,1% all’88,2%, senza però migliorare in modo significativo né l’aderenza complessiva al bundle né la mortalità a 30 giorni.
Tradotto: il dato è arrivato prima, ma il processo non è riuscito a trasformare l’opportunità in vantaggio concreto.
Ed è qui che il tema diventa organizzativo, prima ancora che tecnologico.
Il caso stroke: velocità del dato e attivazione del percorso
Anche nello stroke, il POCT per INR ha mostrato riduzioni molto rilevanti:
- door-to-INR da 46 a 9 minuti;
- door-to-needle da 46 a 23 minuti.
Ma anche qui la domanda vera è sempre la stessa: il risultato rapido attiva davvero il percorso, oppure resta solo un’informazione disponibile un po’ prima?
Il POCT come evento di processo
Per generare valore, il POCT deve diventare un evento di processo che abilita automaticamente:
- lo stato del paziente nel percorso;
- il timer della milestone successiva;
- la presa in carico del team corretto;
- la visibilità del ritardo;
- l’eventuale escalation.
In questo senso, soluzioni di orchestrazione operativa che agiscono in tempo reale, anche in modo agentico, possono fare una differenza concreta collegando il risultato al movimento reale del percorso.
Il POCT porta il laboratorio più vicino al paziente. Una gestione operativa in tempo reale deve portare la decisione più vicino all’azione.
La velocità tecnologica è un abilitatore. Il valore clinico-organizzativo nasce quando quella velocità viene trasformata in responsabilità, coordinamento e prossima azione.
Vuoi vedere l’Operational Layer in azione?
Richiedi una demo per valutare come dati operativi, milestone, RTLS e control tower possano supportare i percorsi sanitari critici.
Ci sono ospedali che misurano molto e governano poco. E spesso non se ne accorgono, perché i numeri sono buoni.
Un report sugli incidenti, sui ritardi e sugli scostamenti è indispensabile: serve a capire cosa è successo, a misurare, a rendicontare. Per sua natura, però, resta una valutazione ex-post.
Dal report alla torre di controllo
Facendo un parallelo sempre efficace, in aviazione nessuno governerebbe un aeroporto complesso con il riepilogo settimanale degli inconvenienti.
A un certo punto serve una torre di controllo, non perché il riepilogo sia sbagliato, ma perché non basta: vede il passato, non il presente, e registra gli errori senza anticiparli.
In sanità questo passaggio è ancora aperto: parliamo di outcome, valore, performance, ma molte perdite di valore nascono prima di diventare outcome.
Un paziente è pronto. La sala è libera. Il trasporto non è partito in tempo. Un handover non viene gestito. La diagnostica è satura nel momento sbagliato.
Nessun evento grave, forse, preso singolarmente. Ma quando questi segnali non vengono intercettati in tempo, diventano attesa, carico organizzativo e capacità clinica sprecata.
Il radar operativo dell’ospedale
In un ospedale, il vero radar operativo è l’integrazione tra dati di processo, eventi in tempo reale, stati clinici e posizione del paziente.
L’obiettivo non è trasformare l’ospedale in un aeroporto, ma evitare che la gestione del valore resti confinata al momento in cui il valore è già stato perso. Nella migliore delle ipotesi, la misurazione retrospettiva viene usata per definire strategie future; nella peggiore, resta una constatazione laconica e sterile di dati di fatto già avvenuti.
La domanda chiave non è solo cosa è successo, ma cosa sta succedendo adesso e cosa rischia di succedere tra poco.
Paradossalmente, quindi, non dobbiamo andare oltre la misurazione retrospettiva, ma andare prima: intercettare in tempo le perdite di valore, per evitare che diventino ritardi, sprechi clinici e pressione organizzativa.
Tecnologie come RTLS, dati di processo e console operative in tempo reale possono rendere governabili eventi che oggi troppo spesso emergono solo a posteriori.
Vuoi vedere l’Operational Layer in azione?
Richiedi una demo per valutare come RTLS, dati operativi e control tower possano supportare i tuoi processi sanitari critici.
Il settore sanitario sta vivendo una trasformazione grazie all’uso dei dati e alle tecnologie digitali, con l’intelligenza artificiale (IA) al centro di questa rivoluzione. La seconda edizione dell’evento “Data Driven Healthcare: sfide e opportunità di una sanità in continua evoluzione” che si tiene oggi, 6 giugno a Siena. Gli esperti del settore si concentreranno su IA, machine learning e big data. Professionisti, aziende, istituzioni e accademici discuteranno delle sfide e opportunità offerte da queste tecnologie. Temi trattati includeranno l’uso della robotica e dell’IA per migliorare la qualità della vita, lo sviluppo dei sistemi informativi sanitari digitali, la gestione dei dati, e le applicazioni reali dell’IA nella sanità. Verranno anche esplorate le soluzioni di IA applicate all’imaging e il valore strategico dell’IA generativa. Si discuterà inoltre degli algoritmi di IA a supporto della diagnosi e dell’applicazione dell’IA nelle neuroscienze, con un focus centrale sul paziente e l’IA.
TapMyLife partecipa al convegno organizzato dall’Università di Siena in qualità di sponsor portando il know-how maturato in questi anni nelle 70 aziende sanitarie con cui collabora.
Un progetto ambizioso, classificato al primo posto nella graduatoria delle regioni meridionali elaborata dal Ministero della Cultura e relativa al Bando sulla rimozione delle barriere fisiche, sensoriali e cognitive nei musei e nei luoghi della cultura. L’elaborazione di “Museo for All”, CHE TROVA LA SUA DECLINAZIONE DIGITALE IN “NAPP4ALL” di TapMyLife è frutto di una felice sinergia tra associazioni, organizzazioni senza fine di lucro, istituzioni, alte professionalità, locali e nazionali che hanno saputo interpretare al meglio la mission che caratterizza dalla sua fondazione l’Arciconfraternita dei Pellegrini: realizzare nel cuore della città di Napoli uno spazio di accoglienza e crescita culturale e umana aperto a tutti e in particolare a persone vulnerabili.

L’applicazione presentata accompagna il visitatore alla scoperta dei segreti nascosti di uno del museo più affascinante di Napoli con un tour dedicati all’insegna dell’inclusività grazie all’indoor navigation: dai tour con narrazione per non vedenti a quelli per non udenti (in questo caso con filmati in Lingua italiana dei segni) ovviamente corredati dai percorsi accessibili per coloro che visitano il Museo con la carrozzina o che semplicemente non amano usare le scale.
L’applicazione conduce il visitatore in un viaggio emozionante attraverso secoli di storia e arte grazie al collegamento di una serie di punti di interesse accuratamente selezionati. Un percorso che incanta grazie alla ricchezza manufatti, all’autenticità di testimonianze di devozione religiosa e al fascino degli antichi rituali della città di Napoli. Di grande interesse le straordinarie collezioni del Museo, dalle antiche reliquie alle opere d’arte la cui storia viene narrata dalla voce guida dell’app.
Come dovrebbe essere gestita l’innovazione tecnologica per rispondere efficacemente alle difficili sfide che il nostro sistema sanitario si trova a fronteggiare? Che ruolo hanno le tecnologie per la salute?
Quali i focus su cui orientare maggiormente l’attenzione e concentrare gli sforzi?
Esaminando i contenuti delle discussioni relative alle misure e agli investimenti previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nonché sui decreti ministeriali DM 77 e D70, emergono tre ambiti strategici chiave: cronicità, territorio e prossimità. Sebbene apparentemente distinti, questi ambiti convergono per affrontare sfide cruciali che determineranno il futuro della sanità nazionale.
Il problema forse più difficile, sia dal punto di vista sociale sia epidemiologico, considerato l’invecchiamento progressivo della popolazione italiana sembra essere quello della cronicità.
Per cercare di trovare una risposta alle complesse esigenze del sistema sanitario, AIIC ha organizzato un convegno per discutere e costruire un ecosistema digitale nazionale, coinvolgendo professionisti e decisori politici.
TapMyLife sarà presente a Roma dal 15 al 18 maggio per dare il suo contributo con esempi concreti e già ampiamente utilizzati di come le soluzioni IOT portino a migliori performance delle strutture sanitarie, efficientamento dei processi e aumento della razionalizzazione della governance.
Appuntamento quindi a Roma, Convention Centre La Nuvola dal 15 al 18 maggio, vi aspettiamo allo stand D10.
Da troppo tempo ormai le aggressioni al personale ospedaliero, in particolare nei contesti più critici, quali il Pronto Soccorso, emergono all’onore delle cronache con una drammatica escalation.
Anaao Assomed ha sottoposto ai propri iscritti e diffuso sui canali social a tutti i dirigenti sanitari, su un campione rappresentativo di professionisti.
Ciò che emerge con inquietante evidenza è l’enormità dei dati: l’81% degli interpellati riferisce di essere stato vittima di aggressioni fisiche o verbali, di questi, ben il 23% riferisce aggressioni fisiche, il 77% verbali e ben il 75% ha assistito personalmente ad aggressioni ai colleghi.
Il dato è più che preoccupante e impone immediate iniziative per la tutela dei professionisti sanitari.
A sorprendere chi non vive quotidianamente in ospedale è il dato che le AGGRESSIONI sono COMPIUTE DAI PAZIENTI (compresi i degenti psichiatrici) sono SOLO IN CIRCA LA META’ DEI CASI, mentre i PARENTI sono RESPONSABILI del 42,3% DELLE VIOLENZE, soprattutto in Pronto Soccorso.
Il clima di paura e rassegnazione che emerge dalla ricerca Assomed è testimoniato da un altro dato sconfortante: il 69% dei sanitari non denuncia l’aggressore. Ciò significa che non c’è reale fiducia in un cambiamento (possibile) della situazione lavorativa.
La stragrande maggioranza dei sanitari gestisce da solo o con l’aiuto di colleghi, le violenze verbali o fisiche, ricorrendo alle forze dell’ordine solo per i casi più drammatici.
Che strumenti abbiamo per arginare l’aggressività crescente in Pronto soccorso, migliorare i flussi dei pazienti e al contempo le condizioni di lavoro di chi spesso ci salva la vita?
Certamente servirebbero finanziamenti cospicui o addirittura presidi fissi delle forze dell’ordine per le realtà più problematiche ma per spegnere davvero la miccia dell’aggressività, soprattutto da parte dei parenti degli assistiti qualche soluzione efficace già esiste.
I tempi di attesa in Pronto Soccorso sono, ad esempio, spesso appesantiti dal fenomeno del “boarding“, fenomeno con radici complesse e conseguenze disastrose:
– per i pazienti: aumento della morbilità, della lunghezza del ricovero, della mortalità e aumento della sofferenza di coloro che attendono distesi sulle barelle nei corridoi del P.S.;
– per gli operatori: aumento dello stress e burn out, diminuzione della capacità di rispondere alle emergenze e ai disastri;
– per il sistema: la diversione o il blocco delle ambulanze, l’aumento dei tempi di attesa in Pronto Soccorso.
Questo fenomeno ha quindi costi altissimi in termini assistenziali provocando l’allungamento dei tempi di permanenza in ospedale e costituisce la principale minaccia per la qualità dei servizi di emergenza, condizionando la tempestività delle cure, i livelli di morbilità/mortalità, la possibilità di errori sanitari, il blocco delle ambulanze.
Il modulo di Pronto soccorso e sicurezza operatori di TapMyLife si concentra proprio su questi aspetti fondamentali che creano criticità nell’area del P.S. grazie ad una evoluta piattaforma dedicata: monitoraggio flussi, tracking barelle, sicurezza operatori e comunicazione con i parenti. I dati raccolti in questi anni di attività testimoniamo come l’introduzione dei sistemi di Sicurezza e tracciabilità in Pronto Soccorso portino ad una maggiore efficienza dei reparti e a un deciso aumento degli standard di sicurezza per il personale.
Il tracciamento del percorso del paziente in Pronto Soccorso, oltre a garantire significativi vantaggi in termini di efficienza, efficacia e sicurezza per il reparto, offre ai familiari (ricordiamo che i parenti causano circa la metà dei casi di aggressione al personale sanitario) una App dedicata ai caregiver per seguire il percorso del proprio caro con indicazioni visualizzabili su smartphone o su pannello dedicato, notifiche automatiche su App Android o iOS in piena conformità alle normative GDPR tramite qr-code o PIN personali.
In attesa di una revisione del Sistema si può quindi da subito intervenire per salvare un particolare paziente che si trova in una situazione davvero critica: il Pronto Soccorso, luogo che deve tornare ad essere di cura e non di conflitto.
6 dei primi 10 ospedali della classifica “World’s Best Hospitals 2024” di Newsweek sono clienti TapMyLife, a testimonianza dell’attenzione crescente verso soluzioni innovative di #accoglienza, #monitoraggiodelleperformance, #RiskManagement e #LogisticaDelPaziente.
Congratulazioni a tutti gli ospedali italiani nella #top250:
35° – Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (Roma)
52° – Fondazione Ospedale Niguarda (Milano)
57° – Ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato (Milano)
65° – Humanitas Research Hospital (Rozzano)
66° – Fondazione Policlinico Sant’Orsola-Malpighi (Bologna)
103° – Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona (Verona)
117° – Fondazione I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo Pavia (Pavia)
118° – Azienda Ospedaliera Di Padova (Padova)
135° – ASST Papa Giovanni XXIII (Bergamo)
165° – CITTA’ DELLA SALUTE E DELLA SCIENZA DI TORINO – SEDE MOLINETTE (Torino)
187° – Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi (Firenze)
202° – Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia (Brescia)
211° – Azienda Ospedaliera Sant’Andrea (Roma)
215° – Azienda USL di Reggio Emilia, IRCCS (Reggio Nell’Emilia)
La classifica completa:
Il Pronto Soccorso costituisce una delle principali porte di accesso ai servizi sanitari, con oltre 20 milioni di accessi annui solo in Italia. Tuttavia, la sua gestione è particolarmente complessa a causa dell’elevato numero di richieste e delle variazioni nei processi e negli accessi. Nonostante i progressi evidenti nella presa in carico dei pazienti in situazioni di emergenza, la gestione del Pronto Soccorso rimane una delle sfide principali nel settore ospedaliero, soprattutto per quanto riguarda il sovraffollamento e la riduzione dei tempi di attesa.
Negli ultimi due anni, segnati dalla pandemia da Covid-19, la gestione di percorsi separati per pazienti Covid, non Covid e misti ha complicato ulteriormente la logistica dei flussi, accentuando le difficoltà preesistenti. Questa emergenza nelle emergenze ha spinto il settore a adottare nuove tecnologie e metodi manageriali, come il Lean e il BPI, che hanno contribuito e continuano a contribuire al miglioramento della gestione del Pronto Soccorso.
Tuttavia, tali innovazioni sono ancora parziali ed eterogenee a causa delle differenze nei paradigmi regionali e delle peculiarità locali. Pertanto, diventa sempre più necessario creare le condizioni per uno scambio continuo di best practice e consolidare le innovazioni sviluppate durante i periodi critici. L’obiettivo è evolvere i modelli gestionali del Pronto Soccorso e della rete di emergenza-urgenza.
Per affrontare questa sfida, è nato LOPS, il primo network formativo di innovazione manageriale dedicato alla gestione del Pronto Soccorso. LOPS rappresenta sia un luogo di incontro e confronto tra professionisti che un’opportunità unica per lo sviluppo di conoscenze e competenze manageriali di frontiera. Ciò avviene attraverso approfondimenti mirati e con il supporto e la guida del gruppo docenti di SDA Bocconi.
12/12/2023 – I “KPS”: Rilevare e monitorare per riprogettare i processi
La giornata trascorsa con SDA Bocconi è stata estremamente proficua, offrendo un prezioso spazio di confronto tra professionisti clinici e gestionali nell’ambito del Pronto Soccorso. Nel corso di questo incontro, TapMyLife ha avuto l’opportunità di sottolineare l’importanza cruciale della “qualità del dato” come requisito fondamentale per la definizione di KPI efficaci, indispensabili per un management consapevole della necessità di ottimizzare i processi in un contesto così delicato e critico come quello del Pronto Soccorso.
L’emergere di una funzione di logistica ospedaliera dotata di strumenti di gestione e misurazione che superino il mero ambito “clinico”, mantenendosi sempre coerenti e interoperabili, diventa una scelta strategica fondamentale per una gestione operativa che tenga conto delle esigenze mediche. La discussione ha messo in evidenza la necessità di un approccio integrato che armonizzi la prospettiva clinica con quella gestionale, contribuendo così a plasmare un ambiente operativo più efficiente e orientato agli esiti positivi.
Desideriamo ringraziare la professoressa Francesca Lecci e il professor Lorenzo Fenech per averci coinvolti e per l’encomiabile impegno nel promuovere un arricchente scambio di idee tra professionisti clinici e gestionali. La contaminazione accrescitiva tra queste due prospettive rappresenta un passo significativo verso una gestione integrata e orientata alla qualità nel contesto complesso del Pronto Soccorso.
Ogni anno, il 12 dicembre, il mondo si unisce per celebrare la Giornata Mondiale della Copertura Sanitaria Universale (CSU). Questa giornata speciale è un richiamo globale all’importanza di garantire a ogni individuo l’accesso a servizi sanitari di qualità senza incappare in difficoltà finanziarie. In questo articolo, esploreremo il significato della CSU e il suo impatto nel plasmare un futuro più sano e equo per tutti.
La Copertura Sanitaria Universale è un obiettivo ambizioso che mira a garantire che ogni persona, indipendentemente dalla propria situazione economica o geografica, possa accedere a servizi sanitari essenziali. Questo include la prevenzione, la diagnosi, il trattamento, la riabilitazione e la promozione della salute. L’obiettivo è superare le barriere finanziarie che possono impedire a molte persone di ricevere cure di cui hanno bisogno.
La CSU non è solo un principio etico, ma è anche cruciale per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Garantire l’accesso universale ai servizi sanitari è fondamentale per ridurre le disuguaglianze, migliorare la qualità della vita e promuovere lo sviluppo sostenibile.
Nonostante i progressi compiuti, molte sfide persistono nel percorso verso la CSU. Barriere economiche, carenze di personale medico, e disparità nell’accesso ai servizi sono sfide che richiedono azioni concertate a livello globale e nazionale.
La Giornata Mondiale della Copertura Sanitaria Universale è un momento per riflettere sulle iniziative globali che stanno contribuendo al raggiungimento di questo obiettivo. Programmi di assistenza sanitaria, investimenti nelle infrastrutture sanitarie e collaborazioni internazionali sono fondamentali per superare le sfide e promuovere la CSU.
Mentre celebriamo la Giornata Mondiale della Copertura Sanitaria Universale, è imperativo rafforzare gli sforzi per garantire che nessuno sia lasciato indietro quando si tratta di salute. Investire nella CSU non è solo un atto di giustizia sociale, ma anche una mossa strategica per costruire un mondo più sano, equo e resiliente per tutti. Insieme, possiamo lavorare per un futuro in cui l’accesso a servizi sanitari di qualità sia un diritto fondamentale per ogni persona.
Con l’occasione, vogliamo sottolineare l’importanza dell’innovazione nella promozione della Copertura Sanitaria Universale. TapMyLife rappresenta un esempio tangibile di come la tecnologia possa migliorare l’accesso ai servizi sanitari. Attraverso soluzioni digitali intuitive e accessibili, TapMyLife si impegna a facilitare l’accesso ai servizi sanitari, contribuendo così all’obiettivo di una CSU completa.
Mentre celebriamo la Giornata Mondiale della Copertura Sanitaria Universale, è imperativo rafforzare gli sforzi per garantire che nessuno sia lasciato indietro quando si tratta di salute. Investire nella CSU non è solo un atto di giustizia sociale, ma anche una mossa strategica per costruire un mondo più sano, equo e resiliente per tutti. Insieme, possiamo lavorare per un futuro in cui l’accesso a servizi sanitari di qualità sia un diritto fondamentale per ogni persona, con l’innovazione di TapMyLife che apre nuove porte verso questa visione ambiziosa.