TapMyLife Operational Layer

Siamo ormai alla vigilia di un passaggio fondamentale verso il ritorno alla normalità: l’arrivo dei vaccini contro il COVID sembra infatti promettere una prospettiva di medio periodo decisamente più serena per la popolazione mondiale.

I container di VACCINI COVID19 già da gennaio 2021 saranno trasferiti con il loro delicato carico verso i centri di stoccaggio e, da lì in strutture ospedaliere ed RSA dove dovranno essere conservati a temperature che ne garantiscano l’efficacia terapeutica.

TapMyLife, all’avanguardia nelle azioni di contrasto al COVID fin dall’inizio della pandemia, ha sviluppato un’apposita soluzione per monitoraggio in tempo reale della temperatura dei VACCINI COVID19 fino a una temperatura di -100 gradi tramite una piattaforma centralizzata progettata dai nostri tecnici per garantire la perfetta conservazione delle preziose fiale di vaccino.

Il sistema TapMyLife prevede la definizione di soglie di allarme per singolo dispositivo, con soglie differenziate per alert pro-attivi e allarmi effettivi e un monitoraggio centralizzato in tempo reale della situazione di ogni dispositivo con aggiornamento della temperatura con frequenza a partire da 1 secondo.

La definizione parametrica dei destinatari dell’allarme in funzione didiversi parametri (posizione del frigorifero, fascia oraria, tipologia frigorifero, livello di priorità di intervento,…) si concretizza in un sistema trasversale verticalizzato su diversi presidi ospedalieri che possono dotarsi di un’unica centrale di controllo.

Tutti gli elementi del sistema sono costantemente monitorati e ogni eventuale malfunzionamento viene comunicato via mail e tramite il servizio di allarme.
In caso di mancato funzionamento delle componenti di rete (Wi-Fi, LAN aziendale, alimentazione, connettività), il sensore continua a rilevare la temperatura e a memorizzare i dati su una memoria interna (32.000 rilevazioni consentite, con intervallo impostabile in fase di installazione, da 10 secondi a 18 ore), scaricabile poi a mezzo smartphone o USB.
Tutti i sensori forniti sono tarati e calibrati e vengono forniti con certificato NIST tracciabile di taratura valido 2 anni, con possibilità di rinnovo annuale.

E’ disponibile un sistema articolato di dashboard interattive per le analisi di:
• andamento temperatura per singolo frigorifero;
• andamento temperatura per tipologia;
• andamento degli allarmi secondo le diverse soglie per frigorifero, tipologia, dipartimento

Con questa architettura tecnologica TapMyLife continua a dare il suo contributo nella battaglia contro il terribile virus che ha così duramente colpito la nostra quotidianità.

La cronaca di questo periodo sta purtroppo evidenziando casi sempre più frequenti di problemi derivanti dal mancato monitoraggio dei pazienti COVID anche all’interno di strutture protette, come ospedali e case di riposo. L’emergenza pandemica con cui queste strutture devono confrontarsi è senza precedenti ma la carenza di personale e la mancata implementazione di strumenti che facilitino il lavoro dei sanitari è un problema strutturale della pur eccellente Sanità italiana.
E’ di tutta evidenza come non sia possibile controllare tutto e non è pensabile, né sostenibile, immaginare assunzioni di massa per le quali tra l’altro servirebbero mesi unicamente per espletare le pratiche selettive.
Come può la Sanità italiana confrontarsi con un periodo tanto impegnativo senza uscirne stremata e ulteriormente impoverità?
La storia ci insegna come dolorosi periodi di crisi siano sovente stati anche tempi di accellerazione nei processi di modernizzazione dei sistemi e di come soluzioni adottate nelle emergenze si siano dimostrate efficaci facilitatori anche a emergenza passata.
La digitalizzazione dei sistemi, il loro efficientamento e il conseguente abbattimento dei costi di gestione sono necessità imprescindibili per modernizzare il complesso sistema sanitario italiano e i singoli ospedali.
La crisi pandemica deve essere quindi vista anche come stimolo per attrezzare i nostri ospedali e le nostre strutture di assistenza in genere con strumenti che possano aiutare a gestire in modo concreto non solo l’emergenza ma altresì l’auspicabile ritorno a una normalità che si avvalga però di strumenti moderni, efficienti e flessibili che permetta ai nostri ospedali di fare quel necessario salto in avanti verso una modernizzazione che è comunque necessaria per implementare l’efficienza delle strutture.
In questo difficile momento l’esempio più lampante di sistema di implementazione nell’attività assistenziale è certamente l’utilizzo di sistemi di MONITORAGGIO ATTIVO DEI PAZIENTI COVID ALL’INTERNO DELLE TERAPIE INTENSIVE E SUBINTENSIVE, purtroppo sempre più congestionate.
Per coloro che sono che sono fortunatamente in situazioni non critiche ma anche per il personale, LA LOCALIZZAZIONE DEGLI SPOSTAMENTI DEI PAZIENTI INFETTI E’ INOLTRE UN SUPPORTO ESSENZIALE PER LA CORRETTA GESTIONE DELLA TRACCIABILITA’ E LA RICOSTRUZONE DI POSSIBILI SITUAZIONI DI CONTATTO ACCIDENTALE, oltre che elemento fondante di una contenzione tecnologica efficace.

Già ampiamente acclarato nei periodi di “normale” attività delle strutture ospedaliere, in periodi pandemici i vantaggi dell’utilizzo delle tecnologie di positioning e navigazione indoor emergono prepotentemente come elementi fondanti nell’organizzazione di strutture ospedaliere complesse.
La sola elencazione di alcuni punti fermi, ampiamente sperimentati e condivisi, non può e non vuole essere un mero esercizio retorico ma sottolinea come alcuni dei più evidenti vantaggi dell’utilizzo di indoor positioning e navigation possano dare maggiore resilienza alle strutture anche in periodo di crisi sanitaria.
La definizione di aree e percorsi sicuri all’interno di una struttura ospedaliera con grande necessità di flessibilità nella gestione degli spazi o in strutture provvisoriamente adibite ad esigenze sanitari è solo uno degli elementi che contribuisce ad aumentare in modo automatico i livelli di sicurezza della struttura.
In particolare la gestione di AREE SICURE permette di guidare correttamente operatori e cittadini in percorsi che garantiscano l’attraversamento di zone non infette grazie anche al supporto di monitor per l’indicazione corretta ed aggiornata dei percorsi, come evoluzione della cartellonistica statica . Il SUPPORTO AGLI OPERATORI (anche di aziende terze) per spostamenti autonomi in sicurezza e per il trasporto interno dei pazienti lungo percorsi definiti e facilmente configurabili permette, nell’evoluzione dell’emergenza, di evitare contatti accidentali grazie all’analisi dei percorsi interni alla struttura altamente parametrizzato per determinare eventuali situazioni di rischio.
In caso di incidenti o calamità, le piattaforme di positioning facilitano le operazioni di EVACUAZIONE E SAFETY con indicazione dinamica della via di fuga e del punto di ritrovo più vicino con la conseguente maggior efficacia nella gestioni degli interventi delle squadre di emergenza e dei team sanitari di supporto. La rapida e precisa LOCALIZZAZIONE DEGLI ASSET, ovvero dei dispositivi critici, è un elemento essenziale in una fase di gestione delle emergenze per il loro rapido reperimento è un altro ambito di cruciale importanza in queste situazioni così come la definizione della posizione e la rilevazione delle eventuali anomalie nella posizione rilevata sono di fondamentale importanza non solo per le situazioni di emergenza ma anche per la corretta GESTIONE DELLA MANUTENZIONE delle apparecchiature.
L’indicazione dello STATO UTILIZZO con indicazione dello stato di reale efficienza dei dispositivi per il rapido reperimento del device utilizzabile più vicino a punto di richiesta è un’altra problematica che può essere facilmente affrontata e risolta grazie all’indoor positioning.
Queste solo alcune riflessioni su quanto le tecnologie indoor possano incrementare l’efficacia gestionale delle strutture ospedaliere e di quanto queste riescano ad essere un facilitatore determinante in periodi di crisi.

Nel mezzo di questa seconda ondata pandemica, ci troviamo di fronte sostanzialmente agli stessi problemi affrontati nei mesi scorsi, ovvero affollamento del pronto soccorso, crescita esponenziale delle terapie intensive e personale costretto a ritmi massacranti senza che tutto questo immane sforzo si traduca in un sostanziale cambio di passo del SSN.

Come uscire da questa situazione e quali interventi progettare per non trovarsi impreparati di fronte ad eventuali emergenze o semplici picchi di accesso presso le strutture?

Come proteggere in modo più adeguato il personale sanitario e riuscire a dare maggiore efficacia ad un sistema che, pur nell’eccellenza, sembra ancora essere ancorato a dinamiche ormai non più attuali?

Come trovare soluzioni che garantiscano un ritorno dell’investimento non solo in termini di qualità del servizio ma anche in termini di risparmi concreti?

Il virus che ha sconvolto il mondo in questo utimo anno ha messo in luce alcune criticità su cui bisogna certamente intervenire.

Senza dubbio in alcuni casi la ristrutturazione edilizia di alcuni reparti ospedalieri, in particolare dei pronto soccorso e delle Terapie intensive è necessario ma è altresì vero che su questa base va innestato un più efficiente utilizzo delle risorse umane e dei macchinari, soprattutto nei contesti più delicati, come pronto soccorso, terapie intensive e sale operatorie.

Ciò che sembra ancora mancare nella visione del Sistema nel suo complesso è un piano di efficientamento e messa in sicurezza tramite gli strumenti dell’IoT.

Sappiamo di avere dei professionisti che tutto il mondo ci invidia per competenza e preparazione ma troppo spesso non troviamo la stessa eccellenza negli strumenti operativi di supporto: pensiamo al momento più critico e delicato all’interno delle strutture sanitarie ovvero il corretto funzionamento delle sale operatorie.

Il Lean managment, l’approccio snello alle dinamiche di gestione tramite l’utilizzo dell’IoT, indica il passaggio dalla logica del mero atto medico alla gestione dei flussi in cui, l’atto operatorio, diventa ancor più efficace ed efficiente se inserito nel flusso gestionale di governo.

La letteratura d’altronde dimostra come la presenza di governance sull’intero percorso del processo perioperatorio possa determinare un sistema virtuoso tale da migliorare sensibilmente l’efficienza e le performance di sala operatoria, riducendo tra l’altro drasticamente le possibilità di errori dovuti a stanchezza o situazioni di stress. Un sistema tecnologicamente avanzato, nell’ottica di una riparametrizzazione continua di dati rilevati automaticamente dal sistema, garantisce una informazione certa e concreta che consente una sorta di “active control” durante l‘intero processo ed una migliore produttività delle strutture ospedaliere.

Tutto ciò che abbiamo descritto si traduce non solo in maggiore sicurezza per medici e pazienti ma addirittura un abbattimento di costi con fondi che possono essere così investiti su altri capitoli.

Buone notizie dall’Europa: è’ stata infatti versata il 15 ottobre scorso dalla Banca europea degli investimenti la prima tranche di risorse destinate al rafforzamento della Sanità italiana. Tra le priorità lo sviluppo e l’implementazione delle infrastrutture e dei sistemi digitali di assistenza e monitoraggio da remoto.

Questa operazione che rende subito disponibile la liquidità necessaria e a condizioni vantaggiose (si tratta di mutui quindicennali n.d.r.) per il potenziamento immediato delle strutture sanitarie anche per far fronte alle emergenze causate dal Covid-19“, ha dichiarato Dario Scannapieco, Vicepresidente della BEI.

Gli investimenti da realizzare
Il capitale prestato servirà a finanziare gli interventi inclusi nei piani di emergenza predisposti dalle Regioni in risposta alla pandemia. I fondi saranno destinati al rafforzamento della rete ospedaliera con 8025 posti in terapia intensiva e semi-intensiva, per la ristrutturazione di 651 pronto soccorso; materiali di consumo e attrezzature sanitarie; mezzi di trasporto sanitari e personale sanitario aggiuntivo, anche temporaneo, per 9600 unità, oltre al supporto per l’assistenza territoriale, con il rafforzamento di infrastrutture e sistemi digitali per l’assistenza domiciliare e residenziale e per il monitoraggio da remoto, attivazione di centrali operative regionali per il monitoraggio dei pazienti.

Un’occasione da non perdere per modernizzare ed efficientare il sistema sanitario nazionale. E’ quindi il momento per compiere un salto di qualità che porti i nostri ospedali e in generale la rete assistenziale a confrontarsi in modo sempre più efficace con le sfide attuali e future.

L’edizione 2020 della Giornata Mondiale Salute mentale ha come tema “Salute mentale per Tutti, maggiori investimenti – migliore accesso. L’obiettivo della giornata del 10 ottobre 2020 è ovviamente quello di evidenziare l’importanza di politiche sanitarie e azioni finalizzate a promuovere una migliore salute mentale a livello globale.

Se concentriamo però la nostra attenzione sui dati relativi ai ricoveri ospedalieri, emerge come l’ambito psichiatrico sia quello in cui c’è una maggiore percentuale di ricoveri ripetuti: dal rapporto Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero del Ministero della salute, analizzando le schede di dimissione, emerge che circa un paziente su tre (32,5%) viene ricoverato in ospedale più volte nell’arco dell’anno. Questo trend – sempre secondo i dati Schede delle dimissioni ospedaliere degli ultimi anni – rimane stabile nel tempo rende evidente la necessità di rivedere l’approccio dei servizi psichiatrici (ospedalieri e extraospedalieri) in merito all’assistenza e alla degenza degenza pazienti.

L’area che maggiormente incide sulla qualità della degenza del paziente (e con tutta probabilità anche sull’efficacia del trattamento terapeutico nelle fasi acute) è certamente quella che comporta un approccio diverso, che aiuti più efficacemente il personale sanitario a mantenere un controllo costante dei ricoverati che non sia vissuto dai degenti come invasivo, anche in caso di malattie particolarmente gravi e emergenti quali, ad esempio l’Alzheimer.

E’ certamente necessario far vivere in modo il più possibile sereno il rapporto tra paziente e personale sanitario che non deve essere riconosciuto come controllore da chi sperimenta uno stato di alterazione psichiatrica, transitoria o permanente. La figura del sanitario deve essere interiorizzata dal paziente come una sorta di “Angelo Custode” che viene in aiuto in situazioni potenzialmente critiche e che, ove possibile, spieghi in maniera empatica le ragioni della sua presenza in quel particolare momento.

Ma come intervenire solo quando realmente necessario per prevenire situazioni di potenziale pericolo?
La risposta sta in un diverso approccio alla tematica del controllo del paziente psichiatrico che TapmyLife ha ampiamente studiato e sperimentato, ovvero in un controllo mediato dalla tecnologia con strumenti che garantiscano assoluta sicurezza e minima invasività nel difficile percorso di cura o di assistenza.

I servizi di sicurezza attiva dei pazienti basati su sistemi di intelligenza artificiale e riconoscimento delle immagini garantiscono un controllo diffuso e attivo dei degenti con semplici telecamere installate nelle stanze dei pazienti “a rischio” che ne permettano il controllo direttamente dalla Sala Infermieri o da uno smartphone in loro dotazione, con la certezza che, in caso di movimenti anomali (es. Alzata dal letto senza assistenza – caduta – abbadono stanza) l’operatore sanitario venga immediatamente avvertito, possa verificare visivamente la situazione dalla consolle in sala infermieri o, se in movimento, dallo smartphone in dotazione e assistere il paziente in tempo reale al fine di prevenire la situazione di rischio.

Crediamo che il World Mental Health Day debba essere anche un’occasione per parlare di queste tematiche che, nonostante la meritoria opera di prevenzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità concentrata sul non fare evolvere il disagio psichico in vera e propria patologia da curare in struttura, deve d’altro canto necessariamente confrontarsi con numeri impressionanti: quasi un miliardo di persone convive con un disturbo mentale.

Per coloro che devono affrontare un ricovero la qualità della degenza riteniamo sia un elemento essenziale per costruire, ove possibile, un percorso condiviso di recupero che si avvantaggi di quanto di più avanzato la tecnologia può offrire. La tutela del paziente, della sua sicurezza, così come la tranquillità degli operatori in questi delicati reparti non può prescindere da una implementazione dei sistemi che garantisca un controllo più smart ed efficace dei pazienti fragili.

La sostenibilità del sistema sanitario, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando è un problema che tutti gli stati, pur con diverse sfumature, si trovano ad affrontare.

Per il Belpaese, già in difficoltà economica a causa dell’alto debito pubblico, il tema della sostenibilità dei costi e del proficuo utilizzo dei fondi sanitari (che si auspica arrivino presto dalla compagine europea) determina l’inevitabile scelta tra il mantenimento dell’esistente oppure un cambiamento di rotta che incanali il Sistema verso investimenti più “responsabili” con la messa in campo di strumenti che restituiscano velocemente risultati produttivi e misurabili.

La creazione di valore aggiunto dovrebbe costituire il principale criterio di scelta degli degli interventi da porre in essere, con la consapevolezza che l’analisi dei processi ospedalieri deve necessariamente prevede un’attenta rilevazione delle azioni che vengono svolte in questo delicato settore.
Se tutte le direzioni sanitarie avessero a disposizione dati che riguardassero l’intero ospedale e ne evidenziassero con celerità e precisione le aree critiche, sarebbe possibile non solo dare un servizio migliore ai pazienti ma anche sciogliere dei nodi che inevitabilmente incidono sui costi di funzionamento della struttura e sui livelli di stress del personale.

Analizzare e migliorare i processi, informatizzare i passaggi critici e utilizzare gli strumenti IoT, significa dunque investire su ambiti che portano non solo a una sanità più sicura e moderna, ma anche in risparmi di risorse che possono essere utilizzate in ricerca e acquisto macchinari.

Certamente la sanità italiana ha bisogno di più fondi a disposizione, di questo siamo tutti convinti, ma siamo anche consapevoli che investire sul futuro è possibile e doveroso, perchè solo questo tipo di investimenti ci permetteranno di concentare le risorse dove realmente sono necessarie e di eliminare gli sprechi che inevitabilmente vengono a crearsi dove i processi non sono adeguatamente ingegnerizzati.

Un solo esempio: un semplice ritardo nel trasferimento del paziente all’interno del blocco operatorio genera un costo significativo per la struttura considerando, che il singolo ritardo è moltiplicato per tutti gli operatori destinati all’intervento chirurgico nonchè all’utilizzo della sala operatoria stessa.
Se ci fermiamo a riflettere su quanti processi potrebbero essere resi più fluidi e sicuri grazie ad un utilizzo intelligente della tecnologia, capiamo come queste procedure non monitorate siano veri e propri moltiplicatori di costi per le strutture ospedaliere, a scapito tra l’altro della sicurezza dei pazienti e degli operatori stessi che si trovano a svolgere il loro delicato compito in situazioni rese difficili per semplice mancanza di innovazione.
Per questi motivi riteniamo che l’Internet of Things debba entrare sempre più prepotentemente nella gestione delle strutture sanitarie poichè è ad oggi lo strumento più efficace per il monitoraggio dei processi e il contenimento degli sprechi.

Cristina Masella, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, in occasione della consegna dei riconoscimenti 2020, spiega come “il digitale debba contribuire a rendere il sistema sanitario più connesso. I sistemi che sfruttano l’Intelligenza Artificiale – continua – raccolgono, integrano e valorizzano i dati provenienti dai pazienti e dalle strutture affinché diventino un concreto vantaggio per l’intero sistema sanitario nazionale”.

Un passaggio che deve aiutare tutti a comprendere l’importanza del dato che deve essere affidabile, consistente, immediatamente disponibile e certo; cosa che purtroppo non è sempre rilevabile nei processi gestionali della sanità se non gestiti con un attenta sistematizzazione tecnologica delle regole e sistemi di raccolta.

TapmyLife (più volte premiata da Osservatori Digitali in Sanità nelle scorse edizioni) lavora attivamente, grazie anche a un costante lavoro di ricerca, per implementare in modo sempre più proficuo l’innovazione tecnologica nelle strutture sanitarie grazie a un approccio lean rivolto alla reale semplificazione di problemi complessi che incidono sull’efficienza delle strutture e sui servizi erogati.

Il paziente è spesso seguito in ospedale da una complessa informatizzazione degli aspetti clinici, ma da una insufficiente informatizzazione della logistica con una conseguente quasi completa assenza di dati affidabili di performance di processo.

Diventa pertanto essenziale disporre di strumenti di rilevazione dei dati clinici, ma anche di misurazione delle performance aziendali supportati da tecnologie in grado di rilevarli in modo certo e con un costo sostenibile.

La tecnologia IoT applicata alla sanità è certamente una delle vie da seguire per fare in modo che tutti i processi siano monitorati e standardizzati efficacemente al fine di renderne possibile la miglior connessione, il più agile utilizzo per una analisi completa e di facile lettura delle perrfomance di processo.

L’Intelligenza Artificiale, così come più in generale l’IoT, sono strumenti che contribuiscono a rendere più performante, sicura ed economica la gestione del complesso e delicato mondo della sanità con indiscutibili (e monitorabili) vantaggi in termini di innalzamento della qualità dei servizi erogati ai pazienti e di risparmio grazie all’eliminazione di ridondanze e al generale efficientamento del sistema.

All’indomani della Giornata Mondiale della Sicurezza dei pazienti proviamo, con un approccio pragmatico, a fare il punto su alcune soluzioni in grado di aumentare significativamente l’efficacia dell’azione degli operatori sanitari e, conseguentemente, la sicurezza dei pazienti.

EMERGENZA COVID E CRITICITA’ EMERSE

L’emergenza Covid ha evidenziato in tutte le sue criticità il problema della sorveglianza attiva e costante dei pazienti, ovvero di un sistema di comunicazione e allarme anche in mobilità per gli operatori (soprattutto in ambienti maggiormente protetti dalle infezioni dove i pazienti sono più difficili da controllare a vista con particolare riferimento a pazienti Covid-19 positivi).

PAZIENTI SEDATI O CON PROBLEMI NEUROLOGICI

Per i pazienti sedati a seguito di operazione o con problemi neurologici (transitori o permanenti) il problema si pone d’altronde in modo ancora più stringente poiché si tratta di una condizione di particolare fragilità che necessiterebbe di una pressoché continua presenza dell’operatore sanitario, ovviamente insostenibile nelle economie di un reparto ospedaliero.

Anche in questo caso l’utilizzo di telecamere con intelligenza artificiale e chiamata automatica all’operatore più vicino in caso di movimenti anomali del paziente si traduce in un cospicuo aumento dell’efficienza generale del reparto con implicazioni non trascurabili sull’abbassamento dei livello di stress degli operatori sanitari in servizio, d’altro canto al reale e continuo monitoraggio dei pazienti ricoverati in particolare (ma non solo) nei reparti di terapia intensiva e subintensiva.

SICUREZZA ATTIVA DEI PAZIENTI INTUBATI

La sicurezza del degente intubato in terapia intensiva e semi-intensiva è infatti necessariamente collegato alla rilevazione dei movimenti eccessivi o pericolosi del paziente, all’alzata dal letto, alla rilevazione immediata di pericolo cadute, rischi che possono essere se non completamente azzerati come nei sistemi più virtuosi, certamente almeno significativamente limitati , grazie ai sistemi di sorveglianza attiva con intelligenza artificiale, a beneficio di pazienti, operatori e sicurezza generale nelle strutture sanitarie.


La sicurezza dei pazienti in sostanza non può prescindere dal fornire ai professionisti del settore sanitario strumenti che si pongano come facilitatore tecnologico a supporto della loro azione per garantire livelli di prevenzione rischi e sicurezza attiva sempre più automatizzati con la garanzia di interventi di assistenza pressoché istantanei anche in strutture complesse.

Da molto tempo atteso e con forza richiesto, il provvedimento approvato in Commissione l’8 luglio scorso (aveva già avuto il via libera dell’Aula del Senato e della Camera) prevede pene fino a 16 anni e sanzioni fino a 5.000 euro per chi aggredisce medici o operatori sanitari in servizio. Prevede poi il monitoraggio dei cosiddetti “eventi sentinella“, che spesso anticipano le violenze. Inoltre, precisa Sileri, “istituisce l’Osservatorio Nazionale con cui verranno monitorate le condizioni di sicurezza e l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione a garanzia di medici, infermieri ed operatori socio-sanitari“. Tra le novità, prosegue il viceministro, “il ddl identifica la definizione di lesioni personali a danno del professionista sanitario in esercizio delle sue funzioni, sia in strutture pubbliche che private; definisce le circostanze aggravanti e attenuanti”. L’articolato prevede anche, conclude Sileri, la promozione di “una corretta comunicazione e informazione per fermare sul nascere gli episodi di aggressioni e violenze“. A tale scopo, istituisce una Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari.

La tecnologia di localizzazione, unita al monitoraggio e gestione della chiamata, è una soluzione efficace per contrastare le sempre più frequenti aggressioni in reparti a rischio (pronto soccorso, psichiatria, …).

Per questo motivo TapMylife offre da tempo una soluzione specific per il monitoraggio e la prevenzione degli episodi di aggressione al personale sanitario, soprattutto (ma non solo) nelle aree più a roschio quali il pronto soccorso.

Gli obiettivi della soluzione SICUREZZA DEGLI OPERATORI di Tapmylife garantisce alla struttura ospedaliera UNO STRUMENTO IMMEDIATO ED EFFICACE PER LA RICHIESTA DI SOCCORSO LOCALIZZATA

La tracciabilità degli allarmi è un processo altamente parametrico e dettagliato che viene integrato nelle procedure di sicurezza della struttura.

L’associazione di tecnologia di prevenzione ed eventuali sanzioni costituisce certamente la via corretta per affrontare un problema purtroppo sempre più frequente, ovvero le aggressioni al personale sanitario, che non permette agli operatori di agire con la necessaria serenità in contesti particolarmente delicati in cui è necessario (nonché doveroso) che la struttura sanitaria sia in grado di garantire al proprio personale di concentrarsi solo sulla parte medica.