La giornata degli ospiti delle residenze per anziani e delle residenze per disabili è composta da un insieme di rituali, controlli, terapie, attività personalizzate e pensate per ogni singlo ospite sulla base delle necessità cliniche, delle condizioni di maggiore o minore fragilità della persona.
Ogni giorno è diverso e spesso le attività svolte sfuggono alla percezione dei familiari che pensano ai loro cari con una sottile sensazione di abbandono in un luogo dove le ore scorrono lente nell’attesa tra il pranzo e la cena.
In realtà questa visione delle strutture sanitarie residenziali è spesso completamente sbagliata. Nelle strutture più moderne la giornata dei ospiti trascorre nelle tra sale comuni, passeggiate in giardino o cortile, attività organizzate dal servizio animativo/educativo per garantire il più possibile il mantenimento delle abilità residue. La socializzazione, le attività ricreative e motorie, la fisioterapia sono alla base del benessere dei nostri cari tanto quanto la somministrazione della terapia, i controlli e le prestazioni sanitarie specifiche da parte del medico di reparto e dell’infermiere.
Spesso purtroppo gli stessi familiari non hanno la percezione di quanti si faccia (o, eventualmente, non si faccia) per rendere la giornata della persona ospite della residenza sanitaria il più possibile piacevole e correttamente assisitta. Da qui quel sottile (ma a volte tagliente) senso di abbandono che ci fa pensare ai nostri cari abbandonati in una stanza buia ad attendere che le ore passino mentre noi siamo inevitabilmente trascinati nel turbine della vita lavorativa, dai figli e dalle troppe incombenze che erodono, il nostro tempo che vorremmo fosse a disposizione per noi stessi e per gli altri. Le visite, pur frequenti, al proprio caro sono momenti preziosi e intimi che ci rinfrancano ma, varcata la soglia della RSA quella sensazione di vuoto torna a farsi sentire. Questa situazione diviene ancora più gravosa quando il ricovero è dovuto a malattie che annebbiano ricordi e memoria e la persona a cui vogliamo bene, con cui siamo cresciuti e che vorremmo vedere sempre serena non riesce a raccontarci molto di quanto fa, di come passa la sua giornata, delle sue fatiche ma anche dei momenti piacevoli, magari passati a compiere attività che stimolano, piacciono e strappano un sincero sorriso.
Proprio per non interrompere questo filo di dialogo intimo e prezioso TapMyLife ha realizzato una soluzione dal nome esplicativo: CONNECTED CARE.
Si tratta di una infrastruttura di “umanizzazione informatica”: un sistema automatico di messaggistica che, grazie ad una geolocalizzazione altamente parametrizzata mantiene sempre connessi ospiti e familiari in modo semplice ed automatico.
Grazie a CONNECTED CARE i familiari sono avvisati in maniera costante su dove si trovi il proprio caro (stanza, sala comune, giardino, studi medici o fisioterapici) in tempo reale e possono così “partecipare” alla vita del loro parente ricoverato per un periodo di riabilitazione o per un periodo più lungo.
Una soluzione leggera, lean, ma di grande peso e di grande sostanza emotiva e relazionale per tutti coloro che hanno un parente ricoverato ed un aiuto concreto per le strutture virtuose per certificare l’elevato standard di assistenza dedicato agli ospiti.
Tra i problemi clinici più seri per chi gestisce strutture come cliniche per la riabilitazione e RSA, spesso troviamo il tema delle le cadute degli anziani. In questi ospiti in particolare malattie frequenti come osteoporosi e equilibrio instabile, causano tassi di mortalità e morbidità (morbidity ratio) purtroppo molto allarmanti, oltre a contribuire sostanzialmente alla limitazione della mobilità, con conseguenze inevitabili e nefaste di propensione al decadimento cognitivo e sofferenza psichica.
Il problema delle cadute nella popolazione anziana non è semplicemente legato all’elevata incidenza di questi eventi avversi ma alla allarmante combinazione di incidenza e probabilità di esito in lesione poiché che tra gli anziani malattie metaboliche e cambiamenti fisiologici associati all’età, come il rallentamento dei riflessi protettivi, rendono particolarmente pericolose anche cadute lievi. Spesso la maggior parte di queste cadute provoca una frattura o richiede un intervento medico.
Un’altra insidia correlata alle cadute è la sindrome ansiosa post trauma, in cui un individuo riduce movimento e attività in modo eccessivamente cauto, proprio per paura di cadere. Ciò contribuisce a ridurre la forza muscolare e l’autostima, tanto da far sì che l’anziano addirittura ometta di raccontare quanto accaduto vivendo quell’evento come un’onta.
Intervenire per prevenire l’evento in sé e aiutare con un rapidissimo soccorso l’anziano caduto è un elemento importante non solo in termini di tutela del paziente ma più in generale in termini di salute pubblica, perché gli ottuagenari costituiscono uno dei gruppi a più rapida crescita in molte parti del mondo.
Alcuni disturbi clinici e funzionali possono essere predittivi per identificare le persone più a rischio: debolezza muscolare, disturbi della deambulazione e dell’equilibrio, demenze, sono fortemente associati alle cadute. In alcuni casi queste variabili sono state identificate insieme alle altre covariate strettamente correlate, come: artrosi, diabete e malattie neurologiche.
Queste categorie di pazienti cosiddetti “fragili” vanno tutelati e seguiti discretamente nelle loro giornate, in modo da identificare i segnali predittivi di possibili cadute (ad esempio il wandering) e garantire un immediato intervento ove il paziente sia in difficoltà.
TapMyLife ha sviluppato un servizio di sicurezza attiva dei pazienti basati su sistemi di intelligenza artificiale e riconoscimento delle immagini chiamato RSACAM che garantisce un controllo diffuso e attivo dei degenti con semplici telecamere installate nelle stanze dei pazienti “a rischio” che ne permettano il controllo direttamente dalla Sala Infermieri o da uno smartphone in loro dotazione, con la certezza che, in caso di movimenti anomali (es. Alzata dal letto senza assistenza – caduta – abbandono stanza) l’operatore sanitario venga immediatamente avvertito, possa verificare visivamente la situazione dalla consolle in sala infermieri o, se in movimento, dallo smartphone in dotazione e assistere il paziente in tempo reale al fine di prevenire la situazione di rischio.
Il ricercatori di TapmyLife, hanno elaborato degli articolati algoritmi di intelligenza artificiale con livestreaming: un sistema altamente parametrizzato e studiato per garantire il maggiore livello di assistenza ad oggi rilevabile e così garantire elevati standard di sicurezza anche nei reparti con maggiore criticità.
Con RSACAM TapMyLife ridefinisce l’assistenza degli ospiti più fragili sulla base un innovativo concetto di SICUREZZA ATTIVA DEI PAZIENTI e garantisce un tempestivo intervento in situazioni ad alto rischio, assicurando d’altro canto una migliore gestione delle risorse umane e degli spostamenti degli operatori all’interno del reparto.
“La sicurezza dei pazienti è uno dei fattori determinanti la qualità delle cure e pertanto è uno degli obiettivi prioritari di ogni servizio sanitario. Lo sviluppo di interventi efficaci trova però le sue fondamenta nella reale comprensione delle criticità dell’organizzazione, richiedendo una cultura diffusa di data analysis che consenta di porre in essere di misure procedure di prevenzione degli eventi avversi basate su un approccio sistemico e a raccogliere gli insegnamenti che da questi possono derivare.”
Il comitato Coordinamento Rischio Clinico della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e PA ha elaborato un documento di inquadramento tecnico per contribuire alla sistematizzazione delle attività correlate alla funzione sanitaria e fornire una base di partenza per riflessioni e sviluppi futuri.
La sicurezza dei pazienti si colloca nella prospettiva di un complessivo miglioramento della qualità dell’offerta.
Ma come è possibile aumentare le performance se non si parte da una gestione sanitaria che non sia in costante fase emergenziale? Forse, grazie ai fondi in arrivo per la Sanità ci avviciniamo ad un punto di svolta.
L’empowerment dei professionisti è uno strumento indispensabile per assicurare l’erogazione di cure efficaci e sicure.
In questi anni sono stati fatti molti passi avanti ma i cardini su cui deve basarsi un sistema efficiente sono certamente: certezza dei dati, mappatura dei rischi, sicurezza di pazienti e operatori.
Un elevato grado di digitalizzazione, anche e soprattutto nei processi gestionali, l’utilizzo di soluzioni lean, l’aumento del grado di reattività delle intere strutture grazie a sistemi di gestione integrata di reparti e dipartimenti deve diventare la norma, non l’eccezione.
La Sanità italiana è vicina finalmente ad un reale processo di ammodernamento di cui beneficeranno in primo luogo medici e operatori sanitari poiché avranno nuovi e migliori strumenti di lavoro. Gestione delle liste di attesa, prestazioni mediche e infermieristiche, informazione ai pazienti, telemonitoraggio sono tutti temi su cui c’è ancora molto lavoro da fare. Fortunatamente i nostri medici sono professionisti la cui competenza è ampiamente riconosciuta, lo spirito di sacrificio degli operatori sanitari è stato ampiamente (e drammaticamente) dimostrato nella crisi Covid 19. Abbiamo le basi ed ora sembra qualche risorsa per fare un salto di qualità che potrebbe portarci davvero ai vertici del sistema europeo.
Vincere in questo ambito non significherebbe solo vincere la sfida post Covid, ci permetterebbe di tornare ad essere un punto di riferimento per i più prestigiosi sistemi sanitari. Crediamo che la Sanità Italiana lo meriti.
Il piano italiano per il nextgenerationeu sembra in affanno e il 30 aprile scade il termine per la presentazione alla Commissione europea.
L’approvazione del piano italiano è necessario per accedere ai fondi messi a disposizione da Bruxelles attraverso la Recovery and Resilience Facility (RRF), il principale strumento di Next Generation Eu: il pacchetto da 750 miliardi tra trasferimenti e prestiti approvato nel luglio scorso per aiutare i Paesi colpiti dalla crisi economica scatenata dal Covid.
Il piano prevede di “digitalizzare tutti i processi clinico-assistenziali ospedalieri delle strutture sede di #DEA di II livello, con particolare riferimento ai sistemi di blocco operatorio, Laboratory Information System, risonanze, servizi di farmacia, pronto soccorso, sistemi di accettazione/ dimissione/ trasferimento, prescrizione e somministrazione farmaci, diagnostica per immagini, repository e order entry”.
I processi avranno stesse procedure semplificate, con obiettivi intermedi e target, ma le risorse nazionali non avranno obbligo di rendicontazione a Bruxelles e in alcuni casi potranno essere spese oltre il 2026.
Per «Digitalizzazione, innovazione, competitività» sono previsti 42,55 miliardi (38,25 per nuovi progetti), per «Rivoluzione verde e transizione ecologica» 57 (34,6), per «Infrastrutture per mobilità sostenibile» 25,33 , per «Istruzione e ricerca» 31,88, per «Inclusione e coesione» 19,12 , PER IL CAPITOLO SALUTE SONO PREVISTI 15,63 MILIARDI DI INVESTIMENTI DIRETTI .
Dopo anni di tagli alla Sanità e fondi spesi senza un reale miglioramento dei servizi e delle condizioni di lavoro degli operatori crediamo che, almeno per la sanità italiana (ed è proprio l’Italia il maggior beneficiari dei fondi comunitari) che sia lecito chiedere di FARE PRESTO E BENE per non perdere un treno che non passerà una seconda volta.
Pragmatismo, velocità:, pensiamo al futuro dei nostri figli e ai pazienti prima di ogni altra cosa e non perdiamo questa occasione!
“Per migliorare la qualità della sanità pubblica, quale indice del livello di civiltà di una nazione, bisognerà, in via prioritaria, valorizzare le risorse umane, finanziarie e strumentali che impattano sul funzionamento del Servizio sanitario nazionale, nella assoluta consapevolezza che le risorse destinate alla sanità sono un vero e proprio investimento per migliorare la qualità della vita delle persone.
L’obiettivo del piano è quindi ammodernare la presa in carico del paziente e la sua gestione lungo tutto il percorso di cura e per far ciò è necessario potenziare gli investimenti in tecnologie, processi e digitalizzazione.”
Questo l’incipit più che esplicito che apre il documento di Nuove linee guida di Sanità pubblica: in sostanza il sunto concettuale delle linee di politica sanitaria del prossimo triennio da parte del Ministero della Salute.
Viene finalmente messo l’accento sull’innovazione delle strutture e dei processi su “cartelle cliniche elettroniche, su piattaforme tecnologiche di intelligenza artificiale, sulla diagnostica point-of-care e sulle piattaforme per l’empowerment dei pazienti e per l’educazione sanitaria dei cittadini.”
La politica sanitaria del prossimo triennio andrà ad incidere su macroaree quali: prevenzione, innovazione, verifica dell’efficacia e appropriatezza degli interventi con particolare attenzione all’invecchiamento della popolazione, alle biotecnologie, alla diagnostica avanzata, all’E-Health.
Proseguirà la realizzazione del progetto denominato “Analisi dei fattori di produzione per resilienza e sviluppo del Servizio sanitario nazionale” che deriva dalle strategie di intervento della spending review. Tale progetto ha la finalità di realizzare un “Modello previsionale” per l’analisi dei principali trend evolutivi in atto, in termini di fabbisogni, prestazioni, risorse umane ed economiche, la loro interrelazione ed i relativi impatti sulle diverse componenti del SSN e del Welfare nel loro complesso.
Appare evidente come una precisa e coerente tracciabilità degli asset e dell’indice di utilizzo di queste preziose risorse sia di fondamentale importanza per il cambio di passo della sanità italiana. Troppo spesso asset strategici sono sotto utilizzati o poco manutenuti a causa di una comprensibile ma deleteria gestione emergenziale caricata sulle spalle dei già oberati operatori sanitari.
Verranno, inoltre, avviate le attività necessarie per lo sviluppo dei nuovi ulteriori flussi informativi relativi all’ambito dell’assistenza territoriale, a partire dalle cure primarie e riabilitazione territoriale. Verrà rivalutata la tempistica di alcuni flussi NSIS in quanto l’analisi dei dati del Sistema Informativo Sanitario nazionale, se disponibili in maniera tempestiva, può consentire una migliore gestione delle emergenze legate alle epidemie come quella che stiamo vivendo del Covid-19.
L’implementazione dei flussi dati (a partire dalle schede di dimissione del paziente), richiederanno una corretta rilevazione delle informazioni per una trasmissione automatica di dati consistenti, coerenti e certi, grazie a un’ opera di informatizzazione sempre più pervasiva del sistema.
Un intero capitolo del documento è poi dedicato alla Trasformazione digitale in Sanità: “Come indicato nella comunicazione della Commissione europea relativa alla trasformazione digitale della sanità e nella relazione sullo stato di salute nell’Unione Europea (UE) i sistemi sanitari e assistenziali europei necessitano di riforme e soluzioni innovative per diventare maggiormente resilienti, accessibili ed efficaci nel fornire assistenza di qualità alla popolazione. . “
La sanità digitale possiede, in maniera trasversale, il potenziale di agire sul miglioramento di tutti gli indicatori della salute della popolazione e delle prestazioni del sistema sanitario.
Proviamo a pensare a qualche esempio pratico: la riduzione delle liste di attesa chirurgiche con un modello avanzato di gestione dei pre-ricoveri e la programmazione in funzione di una corretta programmazione della risorsa “sala operatoria” e della risorsa “posto letto“. Tutti questi aspetti possono essere efficacemente gestiti con soluzioni già consolidate quali gestione del blocco operatorio, monitoraggio pazienti, accessibilità delle strutture, informazione tramite applicazioni di indoor navigation.
In sostanza le sessantatré pagine del documento sembrano andare nella giusta direzione di una sanità italiana più moderna, reattiva ed efficiente. Se davvero verranno realizzati i principali propositi contenuti nel Piano strategico nazionale. guardare al futuro con un pizzico di orgoglio in più ci sarà finalmente concesso.
Covid, ospedali, sanità, resilienza in pandemia e uscita dalla fase acuta. Le prossime sfide dell’healthcare sono già attuali ancor prima di essere davvero usciti dall’emergenza.
I dati dell’analisi realizzata dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) insieme al Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Superiore Sant’Anna confermano gli effetti indiretti della pandemia. E sono dati che allarmano e preoccupano per le conseguenze che porteranno nei prossimi mesi. Catastrofe inevitabile? forse no ma la Sanità è certamente di nuovo di fronte a nuove minacce.
Partiamo dall’impressionante flessione dei dati sui ricoveri programmati: tra marzo e giugno 2020 in Italia c’è stata una riduzione del -49,9% rispetto agli stessi mesi del 2019, un sostanzale dimezzamento con punte addirittura di oltre -70% in alcune regioni del sud.
Mammografie ridotte del 30% a livello nazionale, con punte del 40% in Sardegna e Calabria e del 37% nella Provincia Autonoma di Trento, e un calo del 22% dei ricoveri per ictus ischemico con punte del 54% in Valle d’Aosta e di quasi il 50% in Molise.
Cio che ci si deve aspettare è dunque un aumento delle ospedalizzazioni per mancata prevenzione o per aggravamento di patologie esistenti. E’ l’onda di risacca del Covid da cui non dobbiamo farci travolgere ed è bene già da ora, pensare a un sistema sanitario capace di aumentare le performance. Ma come tornare a correre e garantire prestazioni non più differibili? La risposta è un rush in investimenti organizzativi e tecnologici, strumenti lean che diano ai pazienti risposte concrete e al personale sanitario l’occasione di uscire da una situazione di emergenza permanente.
Dopo ogni crisi, o meglio dopo ogni guerra (e il Covid certamente lo è stata) si impone un cambio dei paradigmi e un’innovazione dei sistemi.
Le strutture più moderne hanno già reagito alla difficoltà di erogare i servizi sanitari di base, intensificando gli investimenti in ingegnerizzazione dei processi, intelligenza artificiale in terapia intensiva, Data analysis, utilizzo delle tecnologie digitali in Sanità. Tutti strumenti che già hanno ampiamente confermato il potenziale di efficientamento non solo dei processi assistenziali e terapeutici, ma soprattutto delle prassi organizzative e operative che interessano e incidono sull’intero sistema.
Una tendenza che destinata a crescere in futuro, alla luce delle iniziative di stanziamento di investimenti per la Sanità come, ad esempio, il programma europeo Next Generation EU.
Quanto tempo/uomo e risorse possono essere risparmiate con strumenti come l’efficientamento dei blocchi operatori?
Quanto possono essere ridotti i carichi di lavoro con strumenti di sorveglianza attiva dei pazienti?
Quanto potrà aiutarci insomma l’e-health nei prossimi mesi?
Noi siamo convinti che ci sia molto da fare ma che l’onda di risacca non ci travolgerà.
Tra i problemi più frequenti, soprattutto nei reparti a più alto rischio di infortuni dovuti a comportamenti rischiosi dei pazienti fragili, vi è quello del costante monitoraggio delle persone ricoverate.
Il solo personale infermieristico non può certamente dedicarsi a un rapporto esclusivo con pochi degenti, soprattutto in un periodo pandemico, ed ha il dovere di garantire il necessario servizio di assistenza a tutto il reparto.
E’ però tuttavia evidente che spesso ci siano situazione che andrebbero monitorate con una vigilanza continua e attenta poiché i pazienti ricoverati non sono in grado autonomamente di chiamare aiuto o necessitano di un controllo più assiduo per evitare che si espongano a situazioni di reale rischio per la loro incolumità.
In queste situazioni i servizi di sicurezza attiva dei pazienti di TapMyLife basati su sistemi di intelligenza artificiale e riconoscimento delle immagini garantiscono un controllo diffuso e attivo dei degenti con semplici telecamere installate nelle stanze dei pazienti “a rischio” che ne permettano il controllo direttamente dalla Sala Infermieri o da uno smartphone in loro dotazione, con la certezza che, in caso di movimenti anomali (es. Alzata dal letto senza assistenza – caduta – abbandono stanza) l’operatore sanitario venga immediatamente avvertito, possa verificare visivamente la situazione dalla consolle in sala infermieri o, se in movimento, dallo smartphone in dotazione e assistere il paziente in tempo reale al fine di prevenire la situazione di rischio.
Il sistema TapMyLife, altamente parametrizzato e studiato per garantire il più alto livello di assistenza anche nei reparti con maggiore criticità, si definisce quindi sulla base un innovativo concetto di SICUREZZA ATTIVA DEI PAZIENTI che garantisce un tempestivo intervento in situazioni potenzialmente critiche, assicurando d’altro canto una più efficace gestione delle risorse umane e degli spostamenti degli operatori all’interno del reparto.
H.P.C.: Hospital Performance Control Center è questo il nuovo strumento studiato da TapMyLife per il controllo delle performance, della sicurezza e della gestione delle emergenze nelle strutture ospedaliere.
Un acronimo che riassume in poche semplici parole una serie di connessioni, sistemi e servizi che semplificano e rendono più efficiente e sicura l’esperienza dei pazienti all’interno delle strutture ospedaliere dall’accoglienza alla sala operatoria, fino alla dimissione.
Una “torre di controllo” digitale a disposizione del personale medico e gestionale che garantisce una visione di insieme e in realtime di occupazione sale, funzionamento reparti, monitoraggio tempi, flussi e spostamenti di persone, pazienti e assests all’interno dell’intera struttura ospedaliera.
Un processo di digitalizzazione degli aspetti fondanti della vita di un’ospedale che integra intelligenza artificiale per la prevenzione dei rischi, I.o.t. per il monitoraggio degli assets, sensoristica di precisone per il controllo delle temperature di farmaci, vaccini ed emocomponenti, business intelligence per un più efficace utilizzo delle risorse, accessibilità e indoor navigation per la migliore gestione dell’accoglienza.
Un sistema complesso ma ampiamente rodato e interconnesso. I RISULTATI? ABBATTIMENTO DEL 15% E OLTRE DEI COSTI DI GESTIONE, AUMENTO DELLA QUALITA DEI SERVIZI, MAGGIORE SICUREZZA PER PAZIENTI E OPERATORI, INFORMAZIONE REAL TIME AI FAMILIARI.
Qualche esempio concreto?
Il blocco operatorio rappresenta l’area produttiva di una struttura sanitaria. La sua efficienza è un elemento imprescindibile, partendo da una corretta logistica del paziente per la quale è necessario una piattaforma di misurazione e monitoraggio. TapMyLife prevede l’applicazione di una soluzione automatica per il monitoraggio della posizione e dei tempi di accesso ai diversi spazi del blocco operatorio e la rilevazione dello stato di occupazione delle sale per il supporto all’operatività e l’analisi delle performance.
La soluzione fornisce uno strumento di ottimizzazione in tempo reale individuando opportunità e criticità del processo operatorio e offre una soluzione di gestione dell’operatività “logistica” integrata con i reali processi tramite sistemi di comunicazione automatica
L’Ottimizzazione del sistema del trasporto interno dei pazienti avviene tramite una piattaforma unica per la chiamata degli operatori di trasporto e la gestione dei processi di check-out e check-in dei pazienti e gestione delle missioni operative; l’utilizzo della posizione degli operatori per l’ottimizzazione dei percorsi e delle attività.
L’ottimizzazione e l’automazione delle procedure di chiamata permettono di rendere estremamente efficace un processo cruciale della logistica ospedaliera.
Il controllo dello stato di funzionamento dei frigoriferi ospedalieri (anche presenti in sedi diversi da quella dove si trova il control center).
Con Hospital Performance Control Center di TapMyLife il quadro di insieme complessa attività dell’Ospedale viene riassunta in una dashboard che permette di prendere decisioni sulla base di dati certi visualizzati in storico o in tempo reale e in questo modo è possibile gestire anche eventuali situazioni di criticità o emergenza.
I vari moduli della soluzione permettono acquisti separati e investimenti dei singoli dipartimenti che, grazie alle interconnessssioni dell’ecosistema TapMyLife, convergono in forma piramidale verso la piattaforma di Hospital Management Intelligence Service di Hospital Performance Control Center, uno strumento di facile e immediata gestione delle più complesse dinamiche ospedaliere.
Inutile negarlo, l’accoglienza è una fase essenziale per il processo
di umanizzazione delle strutture ospedaliere. Già ampiamente acclarato nei periodi di “normale” attività delle strutture ospedaliere, in periodi di stress organizzativo e gestionale i vantaggi dell’utilizzo delle tecnologie di positioning e navigazione indoor emergono prepotentemente come elementi fondanti nella pianificazione di strutture ospedaliere complesse.
Gli utenti che in questo periodo si approcciano alla struttura inoltre, di solito sono in uno stato di maggiore ansia e sono quindi preoccupati di trovare la strada per la destinazione prevista nel più breve tempo possibile. Per i visitatori e i pazienti che si approcciano alla struttura per la prima volta, questo stato di ansia intensificato si moltiplica. La frustrazione che deriva dallo smarrimento è classificata tra le principali lamentele dei visitatori delle strutture sanitarie. Numerosi studi di ingegneria clinica hanno dimostrato come, ove i visitatori siano sprovvisti di uno strumento che indichi chiaramente dove dirigersi – o la rassicurazione sulla loro direzione – sono portati a fermarsi ogni circa 15 metri per chiedere indicazioni a un dipendente. Pertanto, un efficace e continuo sistema di segnaletica di orientamento, un vero e proprio navigatore indoor ACCESSIBILE A TUTTI e certificato dal patrocinio di Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, è fondamentale per mantenere il personale ospedaliero concentrato, produttivo e libero da interruzioni.
La stessa Commissione Europea ha calcolato una riduzione dei costi di circa il 15% nelle motivazioni del Seal of Excellence riconosciuto al sistema di Indoor Navigation & Assets tracking ti TapMyLife nel 2017.
La definizione di aree e percorsi sicuri all’interno di una struttura ospedaliera con grande necessità di flessibilità nella gestione degli spazi o in strutture provvisoriamente adibite ad esigenze sanitari è solo uno degli elementi che contribuisce ad aumentare in modo automatico i livelli di sicurezza della struttura.
L’Integrazione con i sistemi di accettazione per l’automazione del processo di accoglienza e l’abilitazione del sistema di accettazione automatico solo all’interno della struttura con indicazione automatica del percorso per raggiungere l’ambulatorio e segnalazione allo studio medico dell’arrivo del paziente in sala di attesa.
TapMyLife aiuta gli utenti ad orientarsi nella struttura per raggiungere rapidamente i punti di interesse, una soluzione ad alto impatto e ad alta visibilità per le grandi strutture ospedaliere e sanitarie.
Con TapMyLife gli utenti della struttura hanno a disposizione un utile navigatore direttamente sul proprio smartphone per raggiungere velocemente ambultatori e reparti.
Si tratta di un’infrastruttura semplice, economica ed innovativa per supportare il personale, i pazienti e gli utenti che non richiede alcun intervento strutturale (muratura, impianto elettrico, rete, wi-fi) e che funziona anche senza alcun tipo di connettività.
Se necessario, la soluzione si può integrare perfettamente con un’applicazione esistente per preservare ogni investimento e aggiungere funzionalità e servizi all’utente.
La manutenzione autonoma dei contenuti tramite una comoda interfaccia web rende l’applicazione sempre allineata alle frequenti modifiche (anche temporanee) tipiche delle strutture ospedaliere.
Uno strumento indispensabile per orientare gli utenti nella struttura dall’accesso per esami e visite al fast-track di pronto soccorso e per supportare lo staff nelle attività di gestione ordinarie e straordinarie.
La Sanità italiana si distingue per eccellenza medica e preparazione del personale. Non a caso i nostri professionisti sono tra i più ricercati al mondo e spesso ricoprono ruoli di grande prestigio nei migliori ospedali e centri di ricerca a livello internazionale.
Se però analizziamo la classifica stilata annualmente da Newsweek World’s Best Hospitals vediamo che tra i primi 50 nosocomi al mondo compare solo il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, peraltro al 47esimo posto. Con quali criteri siano stati valutati gli ospedali dagli esperti statunitensi di Newsweek è ben noto, ovvero accuratezza e organizzazione degli esami, livello di assistenza dei degenti e efficacia dei trattamenti ai pazienti.
Cosa manca dunque alle nostre strutture sanitarie (pubbliche e private) per scalare la classifica e allineare l’eccellenza medica e assistenziale a quella organizzativa? Certamente finanziamenti, che però arriveranno presto e in maniera massiccia considerato che si è finalmente compreso quanto l’efficienza in Sanità sia l’unico vero parametro di efficacia, anche economica dell’intero sistema Paese.
Senza un sistema sanitario efficiente anche l’economia non è in grado di funzionare, soprattutto in paesi con età media elevata come Europa e Stati Uniti (e purtroppo in Italia c’è voluta una pandemia per riportare il tema di un ammodernamento del sistema sanitario sul tavolo dei decisori).
Quale approccio dobbiamo adottare per far sì che i fondi europei in arrivo vengano utilizzati al meglio? Ancora una volta il tema dell’Ehealth emerge prepotente.
I nuovi mantra della Sanità italiana saranno nei prossimi anni digitalizzazione, prevenzione dei rischi per pazienti e operatori, lean management. Un vero e proprio Culture hacking che dovrà necessariamente portarci ad un salto di qualità nella gestione di Ospedali, Cliniche, RSD e RSA.
Fortunatamente gli strumenti ci sono e le professionalità anche, va dunque solo cambiato approccio va favorito un processo di innovazione tecnologica che non si limiti unicamente agli strumenti chirurgici e di diagnosi precoce ma sia anche un aiuto concreto alle dinamiche di assistenza e di efficientamento degli assets. Se sfrutteremo questa crisi pandemica per ammodernare e digitalizzare le nostre strutture, dotarle di strumenti di Intelligenza artificiale in grado di dare maggior sicurezza agli operatori nel monitoraggio dei pazienti, tracciare il più possibile processi delicati come quelli del Blocco operatorio e delle terapie intensive, saremo anche in grado di risparmiare tempo e risorse preziose per la cura, l’assistenza territoriale e per migliorare le condizioni di lavoro del personale sanitario.
Forse dunque le condizioni per scalare quella classifica di Newsweek ci sono già, un empowerment tecnologico e una messa a sistema (efficace e tracciabile) di quanto già abbiamo potrebbero essere elementi sufficienti a riportare i nostri ospedali verso la vetta dei “World’s Best Hospitals”.