Vuoi lavorare con noi? Ecco le posizioni aperte!

titolo Full stack engineer
data inizio 2022-05-01
località Bergamo (BG)
dettagli dell’offerta di lavoro

TapMyLife S.r.l., azienda di Bergamo operante nel settore IT con particolare focus allo sviluppo di prodotti e tecnologie IoT altamente innovativi per grandi aziende, è alla ricerca di un ingegnere informatico.

Al candidato, che verrà inserito nel team di ricerca e sviluppo software, saranno affidate responsabilità nella produzione di software di qualità, ottimizzazione delle performance e ricerca delle più indicate soluzioni innovative.

Requisiti

  • almeno 5 anni di esperienza come programmatore in società di informatica / startup / agenzia digitale
  • eccellente livello di competenza digitale
  • ottima conoscenza di HTML / CSS / Javascript
  • ottima conoscenza di almeno un framework per lo sviluppo web
  • utilizzo di editor avanzati e strumenti di controllo di versione del codice (GIT)

Requisiti graditi, ma NON indispensabili

  • conoscenza di piattaforme per lo sviluppo in cloud MS Azure / Amazon AWS / Google Cloud
  • conoscenza del linguaggio Python
  • conoscenza del linguaggio C#
  • conoscenza di SQL Server
  • esperienza nello sviluppo di applicazioni mobile

Offriamo

  • Contratto di assunzione a tempo indeterminato, dopo iniziale prova
  • RAL commisurata all’esperienza
  • Budget personale per la formazione, anche attraverso la partecipazione ad eventi

Contratto di lavoro

Tempo pieno, Tempo indeterminato

 

Nel rispetto del DPCM del 9 marzo 2020, recante le nuove misure per il contenimento e il contrasto del Covid-19 e le precauzioni fornite dal Ministero della Salute e le Pubbliche Amministrazioni, Skills TapMyLife Srl garantisce, a tutela della salute pubblica, colloqui via Skype.

candidati ora


titolo Data scientist
data inizio 2022-05-01
località Bergamo (BG)
dettagli dell’offerta di lavoro

Siamo alla ricerca di un Ingegnere Informatico o Laureato magistrale in Data Science, Scienze statistiche o matematiche, con buone capacità di sviluppo software.

La figura ricercata, inserita nel team di R&D, si occuperà di progetti relativi al miglioramento dei prodotti SW societari, attraverso l’utilizzo di intelligenza artificiale, in particolare delle aree di implementazione di reti neurali con utilizzo di piattaforme di mercato

 

Competenze richieste:

  • Conoscenza del linguaggio di programmazione Python
  • Conoscenza delle basi di machine learning ed analisi statistica dei dati
  • Conoscenza base di ingegneria del software

 

Costituiscono una preferenza:

  • Presenza di progetti accademici o personali in ambito visione artificiale o modellizzazione di serie storiche
  • Conoscenza di Tensorflow / PyTorch
  • Volontà nel contribuire a progetti diversi, all’interno di un’azienda giovane in continua crescita

E’ previsto un affiancamento con l’obiettivo di gestire progetti importanti anche in prima persona.

candidati ora


titolo Project Manager
data inizio 2022-06-01
dettagli dell’offerta di lavoro

TapMyLife è un’azienda italiana, affermatasi nel mercato come leader per la realizzazione di soluzioni di localizzazione indoor in ambito ospedaliero.

Per dare adeguato sostegno ad una fase di forte crescita e di stretta collaborazione commerciale con grandi partner nazionali, TapMyLife è alla ricerca di un PROJECT MANAGER da integrare nella propria struttura aziendale.

La persona identificata avrà la responsabilità di:
– comprendere le esigenze del cliente e raccogliere i requisiti tecnici e funzionali;
– fornire supporto tecnico e funzionale a clienti, figure commerciali e partner, durante tutta la fase di delivery e post-vendita;
– supportare l’ufficio tecnico nella fase iniziale di realizzazione del progetto e nelle fasi di manutenzione.

Requisiti necessari:
– esperienza di almeno due anni in analoga mansione e/o in ruoli dal taglio tecnico/informatico;
– disponibilità a brevi trasferte nazionali;
– abilità comunicative e relazionali.

Ottime competenze relazionali, capacità di analisi e di problem solving sono indispensabili per completare il profilo

Sede di lavoro: Zanica (Bergamo).

Contratto e inquadramento: CCNL Commercio-Terziario, a tempo indeterminato.

Il presente annuncio è rivolto a tutte le persone, nel rispetto delle leggi 903/77 e 125/91, dei D.Lgs. 215/03 e 216/03. I dati saranno trattati e conservati esclusivamente per finalità presenti e future di selezione e di reclutamento, garantendo i diritti di cui agli art.7 e 13 del D.Lgs. 196/2003 e art.13 GDPR 679/16.

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CON l’APP SOS “RCF ARENA REGGIO EMILIA” LA STAGIONE DEI GRANDI EVENTI RIPARTE IN SICUREZZA

Tornare a vivere i grandi eventi in sicurezza e libertà: una realtà con le soluzioni TapMyLife scelte da Cellnex per il concerto di Ligabue nel mitico Campovolo con oltre 100mila spettatori. Connessione mobile ultraleggero 5G all’arena di Reggio Emilia con Il sistema DAS (Distributed Antenna System)  e due soluzioni innovative dedicate alla sicurezza in occasione dei grandi eventi: una App con “SOS Button” per dispositivi mobili e il sistema “Push To Talk Over Cellular”.
Grazie all’applicazione per grandi eventi “RCF Arena Reggio Emilia” la gestione delle emergenze viene digitalizzata con un particolare sistema TapMyLife utile in caso di malore, violenze, pericoli imminenti o incidenti.

Si tratta di un panic button che genera un alert geolocalizzato che viene inviato automaticamente alla control room di Arena Eventi Reggio Emilia. Un vero e proprio presidio di sicurezza che va usato durante gli eventi in caso di emergenza o pericolo per consentire ai soccorritori di geolocalizzare con estrema precisione l’area critica e intervenire con la massima tempestività evitando situazioni di panico o ritardo nei soccorsi.
Con questo strumento, particolarmente utile a garantire la tranquillità e la sicurezza di tutti in aree dove sono presenti grandi assembramenti (concerti, eventi sportivi, eventi di piazza), TapMyLife porta la tecnologia di prossimità al servizio della sicurezza.
Un altro passo avanti per la serenità di organizzatori e pubblico in questa attesa stagione di riaperture e di mass events.

GIORNATA NAZIONALE CONTRO VIOLENZA OPERATORI SANITARI. SERVONO SOLUZIONI CONCRETE.

Il 12 marzo si celebra la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari. Una giornata importante di sensibilizzazione per un problema reale e dai numeri allarmanti.
Secondo dati INAIL sono più di 5 mila le aggressioni le subite da operatori sanitari ogni anno, 14 al giorno. Nel 58% dei casi si è trattato di una vera e propria aggressione fisica.
Significa che in Italia ogni giorno almeno 8 operatori sanitari subiscono violenze, circa 3.000 su base annua.
I dati sono impressionanti: le aggressioni sono rivolte spesso nei confronti gli addetti al Pronto Soccorso, i più esposti, ma non solo. Secondo una ricerca dell’Università di Tor Vergata di Roma l’89,6% degli infermieri in prima linea – ad esempio nel triage ospedaliero che “accoglie” i pazienti e li smista nella struttura – è stato vittima di aggressioni nella propria carriera di violenza fisica o di molestie da parte dell’utenza sui luoghi di lavoro.

I data sopra elencati (gli ultimi pubblicati) si riferiscono al 2019, in epoca Covid la situazione è certamente peggiorata ma anche con un ritorno alla normalità il problema permane.

Cosa fare per proteggere il personale e garantire condizioni di lavoro più accettabili?
Certamente la sfida è organizzativa e culturale ma alcune semplici soluzioni tecnologiche potrebbero mettere un argine a questa deprecabile situazione.
La SICUREZZA DEGLI OPERATORI è un focus su cui le aziende sanitarie devono concentrare i loro sforzi a tutela del personale in servizio. Ovviamente la soluzione del problema non può prescindere da un approccio culturale, un’alfabetizzazione CIVICA di alcuni utenti ma, in caso di reale necessità, gli operatori non possono essere lasciati soli.

La tecnologia di localizzazione in ambienti indoor, unita alla soluzione di monitoraggio e gestione della chiamata geolocalizzata, è una soluzione efficace per contrastare le sempre più frequenti aggressioni in reparti a rischio (pronto soccorso, psichiatria, reparti).
Nel pieno rispetto della privacy dell’operatore viene inviata, con un semplice click, una chiamata localizzata diretta alla sicurezza interna o alle forze di vigilanza.

Una soluzione di Sicurezza operatori tecnologicamente avanzata può essere non solo uno strumento di emergenza ma anche un dissuasore poiché chi sa che il personale può, all’occorrenza, far scattare rapidamente ed efficacemente il sistema di vigilanza (con allarmi tracciati, parametrizzati e geolocalizzati) sarà probabilmente più propenso a mantenere la calma anche in situazioni di stress emotivo.

TRASPORTO PAZIENTI NELLA LOGISTICA SANITARIA

La movimentazione dei pazienti rappresenta spesso un aspetto potenzialmente critico nella quotidiana gestione delle strutture sanitarie.   Si compie decine di volte ogni giorno durante le normali procedure assistenziali e terapeutiche o in condizioni di urgenza; a volte in spazi ristretti, senza la collaborazione del paziente o con difficoltà di presa a seguito delle condizioni cliniche.  Un’operazione che, ai non addetti può sembrare banale nasconde, in effetti non poche insidie. In primo luogo, la corretta programmazione del flusso di “trasporto”, nonché l’impiego degli addetti in servizio che più agevolmente, per ragioni di prossimità o complessità dell’operazione da svolgere vanno coinvolti nella “missione di trasporto”.

La gestione informatizzata delle richieste di trasporto pazienti all’interno delle Strutture ospedaliere (o cliniche) studiata e già implementata con successo in diverse strutture da TapMyLife schedula e gestisce le richieste di trasporto tra operatori in servizio, grazie all’inserimento delle stesse in una piattaforma dedicata, aprendo e chiudendo missioni di trasporto in modo automatico.

Le funzionalità di gestione della chiamata degli operatori di trasporto, gestione dei processi di check-out e check-in dei pazienti e gestione delle missioni operative, l’utilizzo della posizione degli operatori per l’ottimizzazione dei percorsi grazie all’integrazione con l’indoor navigation e delle attività e l’automazione delle procedure di chiamata permettono di rendere estremamente efficace un processo cruciale della logistica ospedaliera.

La Soluzione TapMyLife è visibile su smartphone Android per mezzo della APP dedicata e su browser Internet (Google Chrome) per mezzo di un semplice portale web sito.

La APP è lo strumento rilasciato al personale dedicato ai trasporti mentre la pagina WEB è utilizzata dagli eventuali operatori di Control Room, se presenti o dai responsabili del servizio.

Tutto il processo viene interamente informatizzato con un’ottimizzazione che aumenta sensibilmente le dinamiche di organizzazione dei trasporti e, con esse l’efficienza della logistica ospedaliera.

PARTE IL PNRR ITALIA: MISSIONE SALUTE

Siamo ormai arrivati a un momento di forte spinta alla crescita della Sanità digitale italiana. Le linee programmatiche che il PNRR fornisce dovranno essere attuate a tutti i livelli decisionali e manageriali dalle aziende sanitarie. È necessaria l’ATTUAZIONE di progetti concretamente REALIZZABILI, in cui il DIGITALE svolgerà il doppio ruolo di ABILITATORE e di INTERFACCIA dei servizi per CITTADINI, PAZIENTI e OPERATORI SANITARI. La creazione di ECOSISTEMI INTERCONESSI è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di investimento e di ammodernamento della Sanità italiana. La scelta di TapMyLife di realizzare le proprie soluzioni in TECNOLOGIE STANDARD appare oggi palesemente la garanzia più certa sulla COMPLIANCE dei prodotti da noi realizzati, poiché, proprio L’INTERCONNESSIONE sulla base di tecnologie standard ampiamente validate è la CHIAVE DI VOLTA PER IL SUCCESSO di PROGETTI COMPLESSI E AMBIZIOSI come quelli del PNRR che dovranno certamente strutturarsi su MODULI DI PIU’ PLAYERS. Non dimentichiamo la DATA ANALYSIS E LACCESSIBILITA’, la VALORIZZAZIONE DEGLI ASSESTS, non espressamente citate (ma sottointese alle azioni elencate nei capitoli del PNRR), e potremo davvero di chiudere un cerchio che porterà il nostro sistema sanitario ad un salto di qualità davvero eccezionale.
Noi fortissimamente ci crediamo.

ON LINE BOOKING & INDOOR NAVIGATION: LA SCELTA VINCENTE IN SANITA’

L’incremento delle prenotazioni on line è un fenomeno che appare sempre più evidente. In alcune strutture l’aumento percentuale è a due zeri. Questo fenomeno è un segno tangibile di maturità digitale dell’utenza che, sempre di più, tende a usare smarthphones, iphones e tablet per prenotare le prestazioni.
Per un strutture che erogano centinaia di migliaia prestazioni ambulatoriali, riuscire a massimizzare le prenotazioni e i pagamenti on line rappresenta un importante vantaggio competitivo. Innestare in questo sistema l’indoor navigation dà completezza e maggior concretezza al sistema con una migliore esperienza dell’utente all’arrivo in ospedale e la certezza di non trovare sgradite sorprese. L’ACCOGLIENZA è un primo indicatore della QUALITA’ delle prestazioni erogate e un ecosistema di indoor positioning fornisce alla struttura una serie di servizi per efficientare i percorsi del personale e dell’utenza, garantire maggior sicurezza agli operatori e verticalizzazioni dedicate per utenti, personale medico e infermieristico, soccorso in caso di calamità o urgenze che impattino sulla struttura.
Indoor navigation significa quindi non solo una guida sicura e puntuale all’interno delle strutture ospedaliere (spesso complesse e articolate) ma anche un costante aggiornamento dei punti di interesse, una migliore gestione dei trasporti interni dei pazienti, un efficientamento della struttura con moduli di ACCESSIBILITA’ che ne garantiscano una fruizione moderna e universale.
Riflettere su questi aspetti significa anticipare il percorso di cura dell’utente e garantire al personale maggiore tranquillità nello svolgimento delle mansioni assegnate.
Vedere per credere: cercate i sistemi TapMyLife ed entrate nel nuovo mondo dell’accoglienza sanitaria. Non è poco per chi debba recarsi in ospedale avere un “tutor digitale” che ti segue e ti orienta, ti avverte poco prima di essere chiamato allo sportello e ti informa su eventuali spostamenti di ambulatori in tempo reale.
La cartellonistica tradizionale fa ormai parte del passato, l’indoor navigation è il nuovo standard per ospedali e cliniche che vogliano offrire la miglior esperienza di accoglienza fin dai primi passi in struttura.
Non dimentichiamo che “non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione”.
First impression lasts!

WORLD ALZHEIMER’S DAY: COME PRENDERSI CURA DEI PAZIENTI FRAGILI

In Italia si stima soffrano di demenza oltre 1,2 milioni di persone: nel 60-70 per cento dei casi, si tratta di Alzheimer. Proprio all’Alzheimer è dedicata la Giornata mondiale che si celebra il 21 settembre di ogni anno.
Al di là del lungo percorso per arrivare ad una terapia efficace contro questa malattia e dei lenti ma continui progressi nella ricerca farmacologica non si può ignorare la tematica dell’assistenza degli ospiti definibili come fragili, ovvero con lieve o importante declino cognitivo. Questo tipo di patologie, hanno un impatto purtroppo devastante sull’equilibrio non solo del malato ma, di riflesso, anche dei caregiver e dei familiari in genere.
I due fenomeni più tipici del declino cognitivo, sia esso dovuto a demenza primaria o secondaria, sono certamente il Wandering, il vagabondaggio e l’affaccendamento, ovvero l’ossessivo compimento di attività senza alcun apparente fine logico.
In entrambe i casi la persona ammalata necessita di un vera e propria opera di tutoraggio, un angelo custode che prevenga le attività potenzialmente pericolose (es. fuga con disorientamento) e che vigili in modo discreto (ma costante) il suo movimento.
Vanno quindi implementati i servizi di assistenza personalizzata 24/24 che garantiscano a questi pazienti SICUREZZA , ACCUDIMENTO TECNOLOGICO, e che li AIUTINO A MANTENERE UNA CONNESSIONE ATTIVA CON I FAMILIARI. Dove non arriva la memoria, un diario giornaliero automatico basato sulla posizione e condiviso con il caregiver può essere lo strumento per alimentare una conversazione, scambiare impressioni ed emozioni, riaccendere ricordi. (La passeggiata in giardino, la fisioterapia, il pasto o lo spettacolo in sala riunioni).
Il tracciamento di movimenti, aree in cui l’ospite si è soffermato e tempi e modi con cui l’ha fatto restituisce inoltre una serie di parametri sull’andamento della malattia che possono fornire al personale medico e di assistenza DATI CERTI sullo stato di benessere generale dell’ospite residente e sulla sua malattia che, ricordiamo, va trattata con un approccio certamente scientifico ma avendo cura di cercare di non perdere le abilità residue.
Concentrarsi su ogni singolo ospite grazie ad un “Angel Care” tecnologico può davvero fare la differenza, per monitorare e proteggere la persona affetta da demenza che per i familiari che riescono a seguirne quotidianamente le attività e a mantenere così vivo il senso di appartenenza alla comunità familiare del proprio caro. Questa è la sfida: PROTEGGERE e MANTENERE QUOTIDIANE CONNESSIONI con i familiari anche quando l’ospite della clinica, della RSA o della RSD deve necessariamente passare periodi più o meno lunghi in cliniche protette. La cura prima o poi arriverà, lo speriamo tutti, ma sappiamo che ci vorranno purtroppo anni. Nel frattempo dobbiamo cercare di utilizzare al meglio la tecnologia per proteggere chi ci ha cresciuto, accudito e amato, senza isolarlo. Tutti lo vorremmo ma purtroppo nessuno o quasi può dedicare l’intera giornata all’assistenza, non è sostenibile, non è sano per il malato e per il caregiver e si espone inoltre il proprio caro a rischi inaccettabili.

Stare vicini a un malato di Alzheimer o demenza è un atto di amore grandissimo ma la malattia va monitorata e gestita da professionisti. La cura dei fragili è un percorso a ostacoli in cui personale delle strutture e familiari devono stringere una salda alleanza. Noi crediamo che un maggior utilizzo di strumenti di ehealth possa costituire un costruttivo collante tra famiglie e residenze. Uno strumento e un metodo che ci permetterà di vivere con maggiore serenità il soggiorno dei nostri cari nelle strutture sanitarie.

TERZA DOSE, GREEN PASS, PNRR:VOGLIAMO DAVVERO TORNARE ALLA “NORMALITA”?

C’è una domanda che ricorre nelle menti di coloro che, in un modo o nell’altro, si occupano di sanità: basteranno l’introduzione del Green Pass (con le annunciate restrizione) e la campagna vaccinale (con obiettivo 80% a settembre) a far tornare i nostri ospedali e le nostre cliniche in una situazione di “normalità”?
I fondi del Pnrr saranno sufficienti per centrare l’obiettivo di uscire dall’emergenza Coronavirus? E soprattutto: come recuperare il tempo perso a causa della pandemia?
La risposta a queste domande è purtroppo lunga e articolata ma, forse, quello che dobbiamo veramente chiederci è se sia sufficiente un ritorno alla normalità per la sanità italiana.
L’occasione dei fondi europei e la ritrovata coscienza di quanto il comparto sanitario sia alla base del vivere civile deve portare la nostra attenzione sull’esigenza di modernizzazione del Sistema. Negli ultimi due anni gli screening sono crollati, le campagne di prevenzione per malattie (anche gravi) hanno subito una drastica riduzione, i blocchi operatori sono stati dedicati spesso alle sole urgenze e gli interventi rimandabili sono stati rimandati. I pazienti sono stati i primi protagonisti di questa inevitabile debacle, poiché chiunque ha cercato di stare il più lontano possibile da ospedali e pronto soccorso in un periodo in cui, anche uscire a fare la spesa sembrava esporci al rischio di contrarre il virus.
Eppure le soluzioni ci sono.
Non sappiamo ancora come andrà l’autunno ma certamente la situazione sembra vicina all’uscita dal tunnel pandemico, almeno per i paesi che hanno potuto usufruire di farmaci e vaccini.
Per una volta l’Italia è riuscita a esprimere una comunione di intenti di fronte a una minaccia gravissima e abbiamo l’occasione di fare dei concreti passi avanti.
La domanda è dunque: vogliamo tornare alla “normalità”?
Se ci accontentassimo di questo peccheremmo di ingenuità.

La sanità italiana ha dimostrato di essere resiliente e robusta (grazie anche all’eroismo e al sacrificio dei singoli) ma il sistema va innovato.
L’obiettivo deve essere quindi l’innovazione in ambito sanitario, il taglio delle liste d’attesa, la diagnosi precoce, il miglior utilizzo degli asset e il tracking dei pazienti.
Gli ospedali devono dotarsi di efficaci strumenti di data analysis e utilizzare ampiamente l‘IoT. Dobbiamo accelerare per recuperare il tempo perduto e riuscire a garantire performance eccellenti.
La “normalità” non basta. Usciamo dall’emergenza con una accelerazione tecnologica e puntiamo a risolvere anche i problemi pre-Covid.
E’ un obiettivo ambizioso per chi si accontenti di stare nelle media ma chiediamoci: quando ci rechiamo in ospedale o in clinica cosa chiediamo? Eccellenza signori, non “normalità”. La salute è il bene più prezioso e la sanità italiana non può limitarsi ad un ritorno alle performance del 2018.

SAFETY, SECURITY & REHAB MONITORING: I PREZIOSI ALLEATI NEL PERCORSO DI CURA

Tra gli obiettivi certamente più importanti di ogni struttura sanitaria due sono quelli da cui non si può prescindere: tutela dell’incolumità fisica dei pazienti fragili e tracciamento dei parametri di cura.

Aumentare il livello generale della sicurezza, in termini di “safety” (incolumità) e di “security” (prevenzione dei rischi), è un imperativo morale per chi ha la responsabilità di gestione dei processi sanitari ma non è sempre facile tutelare e prevenire in ambienti dove l’emergenza è all’ordine del giorno.
I protocolli di efficientamento e semplificazione delle mansioni ripetitive possono certamente portare a una riduzione degli imprevisti ma per permettere al personale di concentrarsi sulle attività professionali più qualificate è necessario rivedere i processi utilizzando strumenti di monitoraggio attivo, risk prevention e intelligenza artificiale predittiva.
In questo modo i livelli di safety e security aumentano drasticamente e i costi di gestione si abbassano. Il personale, meglio impiegato, può concentrarsi su ciò che davvero conta, avendo la certezza che al primo segnale di allarme potenziale sarà avvertito automaticamente e avrà il tempo per raggiungere tempestivamente il paziente grazie a un sistema altamente parametrizzato.
Il benessere del paziente deve essere però attentamente monitorato anche nella riabilitazione per valutare su dati puntuali e certificati la presenza o meno di indici di miglioramento. Il tempo impiegato da una persona in riabilitazione per raggiungere il bagno o compiere semplici operazioni quotidiane può ad esempio, se costantemente monitorato, integrare in modo estremamente efficace le analisi cliniche, dando un quadro generale più completo sulla situazione del singolo paziente e sugli orari in cui lo stesso è più o meno attivo. L’analisi di tutti questi indici fa parte del processo di sicurezza e monitoraggio che solo l’ehealth può garantire.
Dotare le strutture di questi strumenti vuol dire porre le basi per un sistema sicuro, efficiente, efficace e virtuoso, poiché gli investimenti fatti si ripagano velocemente anche dal punto di vista economico.

La sicurezza dei pazienti e il monitoraggio della riabilitazione sono già realtà consolidate. L’errore umano o la distrazione sono sempre dietro l’angolo, soprattutto in condizioni di stress. Implementare queste soluzioni di sanità digitale in tutte le strutture è la sfida che dobbiamo vincere per avere strutture moderne e accoglienti dove il benessere dei pazienti e la tranquillità degli operatori sia garantita 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Lasciamo che i professionisti della sanità possano esprimersi al meglio. Ogni cittadino ne trarrà un concreto vantaggio.

BUSINESS INTELLIGENCE IN SANITA’: IL PUNTO DI TANGENZA TRA LINEE APPARENTEMENTE PARALLELE

Può un sistema articolato e complesso come quello sanitario avere qualcosa da imparare da settori come l’automotive o dell’industria in generale?
Cosa possono avere in comune un ospedale con una fabbrica di automobili o un centro commerciale?
In apparenza la domanda può sembrare bizzarra o addirittura irriverente ma la realtà è diversa.
L’industria ha da tempo introdotto e sempre più raffinato sistemi che hanno come obiettivo un miglior utilizzo di prodotti e giacenze, una migliore gestione finanziaria, la possibilità di scovare colli di bottiglia e la gestione ottimale del patrimonio di asset aziendali in funzione della produttività. Quale può essere quindi il punto di tangenza tra linee parallele come quella del profitto e quella della cura?
La prima porterà ad un taglio indiscriminato di risorse in favore del contenimento dei costi, la seconda porterà ad aumentare gli investimenti per fronteggiare efficacemente le emergenze sanitarie, invecchiamento della popolazione, nuovi bisogni assistenziali, aumento delle cronicità.

In Sanità il tema è strettamente legato all’eccellenza medica: pensiamo solo ad un ospedale con infermieri e medici preparati, capaci e reattivi, potrebbero essere davvero valorizzati se la struttura in cui prestano la loro attività non è adeguatamente strutturata? Inefficienze che nell’industria possono portare a aumenti di costi ingiustificati o addirittura al fallimento in Sanità portano a condizioni di lavoro alienanti per il personale, ad uno spreco di risorse e di tempo, proprio dove il tempo è spesso il crinale che determina la possibilità di guarigione del paziente. La risposta sta nell’avere i dati di analisi che permettano una GOVERNANCE AUTOMATIZZATA, STRUTTURATA ED EFFICACE DEI PROCESSI SANITARI attraverso la digitalizzazione.

La tecnologia facilita non solo la vita quotidiana di ognuno di noi, ma anche la gestione e l’organizzazione di aziende di qualunque tipo, INCLUSE le strutture ospedaliere.
La Business Intelligence in sanità è uno strumento fondamentale per la gestione e l’organizzazione di personale medico e pazienti, investimenti pubblici e costi che devono assolutamente rientrare nel bilancio annuale.
La creazione di una cultura aziendale che consideri gli strumenti di BI come fonte informativa esclusiva dalla quale recuperare dati certi e continuamente aggiornati deve entrare in tutti i livelli di governance delle strutture.

La gestione dei flussi, la digitalizzazione, l’analisi attraverso dashboard delle situazioni di emergenza è lo strumento che permette ai manager sanitari di gestire i fabbisogni della struttura e ai medici di avere sott’occhio la situazione in tempo reale del reparto. Il tempo che viene risparmiato è un patrimonio di eccezionale valore poiché l’automazione dei processi permette ai professionisti clinici di concentrarsi con maggiore efficacia sulla più preziosa attività “aziendale”: la cura del paziente.
Garantire un sistema dove un ecosistema di business intelligence permetta di analizzare tutti i dati raccolti dalle piattaforme di gestione, comprese le più avanzate features di navigazione indoor e di tracking assets e trasporto pazienti, significa certamente individuare criticità ed opportunità di ottimizzazione ma soprattutto mettere il personale sanitario in condizione di svolgere al meglio il proprio lavoro, concentrandosi su ciò che è davvero importante ed a volte letteralmente vitale, ad esempio in sala operatoria.
Potremmo analizzare questo schema da due diverse angolazioni: la prima, con un algido approccio utilitaristico, la seconda con una specifica attenzione alla migliore e più accurata attenzione data al paziente. In entrambe i casi constateremo che le due parallele si incontrano: verificheremo infatti come con l’uso della B.I. i budget a disposizione aumenteranno in funzione dei risparmi dati dall’efficientamento; dal punto di vista medico e sanitario avremo personale che ha maggior tempo a disposizione per svolgere le delicatissime funzioni a cui è preposto, siano esse di assistenza o di clinica. In questo senso possiamo quindi certamente affermare che in Sanità la Business intelligence fa incontrare due linee parallele. Contraddizione in termini? No, solo tecnologia al servizio delle strutture ospedaliere!

AGOSTO 2021: IL QUI ED ORA DELLA SANITA’ ITALIANA


La pandemia che ha investito come un’implacabile tzunami il mondo nel 2020 rappresenta un evidente spartiacque, almeno in Italia, tra ciò che c’era prima dell’ondata e ciò che rimane dopo.
Inutile negare che alcune criticità some emerse con drammatica evidenza: lentezza delle procedure burocratiche di approvvigionamento, carenza di personale, territorialità del sistema andata a rotoli in molte regioni. Nonostante tutto però, il sistema ha retto e la parte più oscura della lunga notte Covid sembra ora lasciare spazio a nuove visioni e consapevolezze diffuse. Oggi, alla vigilia del secondo ferragosto con costume e mascherina, i primi 24 miliardi del PNRR sono arrivati in Italia ed è certamente sul qui ed ora che dobbiamo concentrarci.
E’ il momento per attivare idee, fare rete, efficientare, ammodernare l’unico vero settore che definisce il grado di civiltà di un Paese: il settore sanitario.
Una rimodulazione e integrazione dei servizi non è più rinviabile, i punti cardine del nuovo sistema devono basarsi su una migliore gestione delle cronicità, sull’invecchiamento attivo, sulla promozione della salute come bene comune. Investire in salute conviene, ce lo ha dimostrato con lapalissiana evidenza la pandemia Covid: quando la salute pubblica entra in emergenza, l’economia viene quasi annientata, le libertà personali limitate, i nostri affetti più cari minacciati.
Concentriamoci quindi sulla riorganizzazione del sistema, su un nuovo approccio che vada a misurare con precisione performance e dati non per generare mero profitto economico ma per generare ciò che sta alla base di un’economia florida: una società sana.
Investire in Sanità, gestire le cronicità dei pazienti fragili a cui una società che invecchia è certamente esposta, mantenere un livello di prevenzione ed assistenza efficace ed avere un sistema proattivo è il prerequisito per qualsiasi Paese che ambisca a giocare un ruolo nello scacchiere economico mondiale. Il benessere economico è una conseguenza della dello stato di salute della popolazione, non un prerequisito. Certo, senza risorse difficile garantire servizi. ma ora le risorse ci sono. Usiamole. Facciamo sì che oggi sia lo spartiacque tra un modello novecentesco di assistenza ormai superato e una visione moderna di prevenzione attiva, efficienza degli asset e gestione delle criticità. Gli strumenti ci sono: nuovi modelli di accoglienza, accessibilità, umanizzazione ed efficientamento dei blocchi operatori, sicurezza pazienti e operatori. Oggi cominciano ad arrivare anche i fondi. Il modello della nuova Sanità Italiana è qui e ora.